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	<title>Luana Svaizer</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 20 Jul 2026 09:51:01 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Luana Svaizer</title>
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		<title>Coaching e Network Marketing: perché formano una coppia perfetta?</title>
		<link>https://www.luanasvaizer.com/coaching-e-network-marketing-perche-formano-una-coppia-perfetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luana Svaizer]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 12:44:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita personale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hai notato quante&#160;networker stanno integrando il coaching nelle loro strategie?&#160; Non è un caso! Questo duo sta rivoluzionando il modo di fare business nel network &#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.luanasvaizer.com/coaching-e-network-marketing-perche-formano-una-coppia-perfetta/">Coaching e Network Marketing: perché formano una coppia perfetta?</a> proviene da <a href="https://www.luanasvaizer.com">Luana Svaizer</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Hai notato quante&nbsp;</em><strong><em>networker stanno integrando il coaching nelle loro strategie</em></strong><em>?&nbsp;</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Non è un caso! Questo duo sta rivoluzionando il modo di fare business nel network marketing (e devo dire che qui c’è anche il mio zampino…)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<strong><a href="https://www.luanasvaizer.com/cose-il-networking-e-come-costruire-relazioni-di-successo/" type="post" id="34243" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Network Marketing</a></strong> è tutto questione&nbsp;<strong>di relazioni, comunicazione e&nbsp;<a href="https://www.luanasvaizer.com/leadership-femminile-come-affermarsi-con-naturalezza-e-potere/" type="post" id="34268" target="_blank" rel="noreferrer noopener">leadership</a>.</strong>&nbsp;Ma ammettiamolo:&nbsp;<strong>costruire e&nbsp;<a href="https://www.luanasvaizer.com/gestire-un-team/" type="post" id="33734" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gestire un team</a></strong>&nbsp;può essere una montagna insormontabile. Ed è qui che entra in gioco il&nbsp;<strong><a href="https://www.luanasvaizer.com/cose-il-coaching-e-a-cosa-serve-una-guida-per-trasformare-la-tua-vita-e-carriera/" type="post" id="34287" target="_blank" rel="noreferrer noopener">coaching</a></strong>, trasformandoti da una semplice venditrice in&nbsp;<strong>una vera leader</strong>, capace di ispirare e far crescere la propria rete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sei ponta a portare il tuo business al livello successivo? Allora continua a leggere! </p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Le sfide quotidiane di una networker</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sappiamo tutte che il <strong>Network Marketing offre opportunità incredibili</strong>, come la <strong>libertà nella gestione del tempo,</strong> <strong>soddisfazioni economiche legate ai risultati</strong>, conoscere un sacco di persone, partecipare agli eventi aziendali, condividere valori ed esperienze ecc…</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, ci sono anche un sacco di sfide da superare, per lo più legate alle persone. Infatti, nel&nbsp;<strong>network marketing</strong>&nbsp;se non ti crei un team, non puoi crescere. Ecco, quindi, che iniziano le vere difficoltà. Dalla mia esperienza come mentore e&nbsp;<strong>formatrice anche di networker, qui di seguito voglio elencarti quelle che normalmente bloccano le persone:</strong></p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Si sentono insicure e non adeguate come esempio per altri.</li>



<li>Hanno un gruppo poco motivato che si ferma al primo ostacolo.</li>



<li>Fanno fatica ad insegnare “il lavoro” agli altri,</li>



<li>I “no”, le obiezioni e le scuse della gente le abbattono e le fanno desistere dal continuare con energia.</li>



<li>Si sono rese conto che bisogna avere molte competenze di gestione delle emozioni e delle relazioni umane, e si sentono troppo poco qualificate per fare un buon lavoro.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Tra l&#8217;altro quest&#8217;ultimo punto mi trova pienamente d&#8217;accordo: ancora non sono forniti strumenti sufficientemente adeguati per poter gestire e far <strong>crescere le persone all&#8217;interno di un team</strong> ed è qui che sono entrata in campo io, portando il <strong>concetto di coaching all&#8217;interno del network marketing.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti,&nbsp;<strong>applicare il coaching nel network marketing</strong>&nbsp;è un acceleratore che ti aiuta a sviluppare mentalità,&nbsp;<strong>leadership</strong>&nbsp;e strategie vincenti per te stessa e per gli altri.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Coaching e Network Marketing: come crearti un team motivato</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<strong>coaching nel network marketing non si limita a insegnare tecniche di vendita</strong>. Ti aiuta a crescere personalmente e professionalmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una&nbsp;<strong>networker coach</strong>&nbsp;sa che il successo nasce dalla&nbsp;<strong>creazione di relazioni di fiducia</strong>, dalla capacità di toccare leve motivazionali nel rispetto dei valori di ogni singolo individuo e dalla creazione di un ambiente in cui il team si sente valorizzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolar modo, quando acquisisci competenze di coaching impari a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Ascoltare profondamente le persone</strong>: impari a comprendere i bisogni e le paure delle tue collaboratrici, aiutandole a superarle.</li>



<li><strong>Fare domande che aprono la mente</strong>: aiuti le altre a trovare soluzioni dentro di sé, senza aspettare che le cose accadano o ci siano le circostanze perfette</li>



<li><strong>Offri supporto di coaching costante</strong>: un team che si sente sostenuto si impegna di più</li>



<li><strong>Mantieni alta l&#8217;energia</strong>: impari a gestire la motivazione del gruppo</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Immagina una tua collaboratrice bloccata dalla paura del rifiuto. Come coach, puoi aiutarla rimuovere questo ostacolo, attraverso domande, strumenti di Pnl (come lo swish o gli ancoraggi), e prepararsi ad avere delle prestazioni eccellenti nelle sue prossime azioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Tecniche di coaching per diventare una leader magnetica</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente il&nbsp;<strong>coaching</strong>&nbsp;non ti serve solo come strumento per aiutare gli altri, ma prima di tutto come&nbsp;<strong>strumento per fortificare te stessa</strong>. Infatti, una&nbsp;<strong>networker senza leadership non avanzerà mai nelle qualifiche aziendali.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma quali sono le&nbsp;<strong>tecniche migliori di coaching</strong>&nbsp;da applicare proprio per sviluppare la tua leadership? Qui di seguito te ne riepilogo alcune.</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Impara dalle migliori</strong>: osserva e modella chi ha già raggiunto ciò che desideri. Il mondo del coaching, in particolar modo quello della&nbsp;<strong><a href="https://www.luanasvaizer.com/cos-e-la-pnl-e-a-cosa-serve/" type="post" id="34219" target="_blank" rel="noreferrer noopener">programmazione neuro linguistica</a></strong>, nasce proprio dalla tecnica del modeling: capire quelle che sono le strategie, ma anche lo stato d&#8217;animo, e le convinzioni, delle persone che hanno raggiunto successi che anche noi desideriamo, dovrebbe essere il primo esercizio da fare per diventare una grande! Chi stimi? A chi vorresti ispirarti? Queste sono due domande su cui dovresti riflettere.</li>



<li><strong>Usa l&#8217;<a href="https://www.luanasvaizer.com/blog/ancoraggio-in-pnl-come-programmare-la-tua-mente-per-il-successo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ancora</a><a type="post" href="https://www.luanasvaizer.com/ancoraggio-in-pnl-come-programmare-la-tua-mente-per-il-successo/" id="34303" target="_blank" rel="noreferrer noopener">g</a><a href="https://www.luanasvaizer.com/blog/ancoraggio-in-pnl-come-programmare-la-tua-mente-per-il-successo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gio di PNL</a></strong>: associa un gesto semplice a uno stato emotivo di sicurezza e leadership.</li>



<li><strong>Dai feedback costruttivi:</strong> la comunicazione è tutto, può distruggere delle relazioni, può demotivare le persone, oppure può costruire sogni, speranza e dare una grandissima energia. Purtroppo, la maggior parte delle persone non sa come comunicare e dare feedback costruttivi. Il coaching, attraverso le domande utili, il focus sulle soluzioni, la creazione di convinzioni potenzianti eccetera ti dà degli strumenti per comunicare con gli altri e far emergere il loro potenziale, spingendoli a raggiungere risultati inimmaginabili.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Crea una linea del tempo</strong>, da qui ai prossimi 5 anni, fatta di successi raggiunti e risorse interne potenzianti per raggiungerli, attraverso la più potente tecnica di coaching: la timeline dei tuoi successi. Ci dedico un workshop intero a questo strumento, perché è davvero potente e cambia per sempre in meglio la vita delle persone. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credo davvero che anche solo per&nbsp;<strong>apprendere questi potenti strumenti</strong>&nbsp;(tieni presente che ti ho dato una panoramica di circa il 15% di ciò che puoi sviluppare)&nbsp;<strong>possono completamente cambiare la tua vita sia privata che lavorativa</strong>: affidarsi ad una&nbsp;<strong>scuola di coaching</strong>&nbsp;seria e concreta, come la mia, ne valga veramente la pena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">D&#8217;altronde se non investi tu, su te stessa, nessun altro lo farà per te.</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p>Ciao! Sono Luana Svaizer, <strong><a type="page" href="https://www.luanasvaizer.com/" id="7" target="_blank" rel="noreferrer noopener">business coach</a></strong><a href="https://www.luanasvaizer.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> </a>per donne e formatrice specializzata in <strong><a type="post" href="https://www.luanasvaizer.com/leadership-e-coaching-la-guida-definitiva-per-fare-chiarezza/" id="34275" target="_blank" rel="noreferrer noopener">leadership e coaching</a></strong> applicato al network marketing. Aiuto le networker a diventare vere leader, costruire team solidi e creare business che fioriscono grazie a strategie concrete e strumenti di coaching avanzati. Se vuoi portare il tuo percorso al livello successivo, scopri il mio programma di <a href="https://www.luanasvaizer.com/coaching-per-network-marketing/" data-type="page" data-id="35122" target="_blank" rel="noreferrer noopener">coaching per le Networker</a>!</p></blockquote></figure>



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		<title>Convinzioni limitanti: cosa sono e come liberartene</title>
		<link>https://www.luanasvaizer.com/convinzioni-limitanti-cosa-sono-esempi-pratici-e-come-liberartene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luana Svaizer]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 10:32:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita personale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le&#160;convinzioni limitanti&#160;sono quei pensieri che ti bloccano ancora prima di iniziare: riconoscerle è il primo passo per liberare il tuo vero potenziale. Ti è mai &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Le&nbsp;<strong>convinzioni limitanti</strong>&nbsp;sono quei pensieri che ti bloccano ancora prima di iniziare: riconoscerle è il primo passo per liberare il tuo vero potenziale.</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Ti è mai capitato di pensare frasi come: <em>“Non sono portata per queste cose”, “Sono troppo vecchia (o troppo giovane)”, “Con la vita che faccio per me è impossibile stare a dieta”?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se la risposta è sì, sappi che non sei sola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quelle frasi sono il frutto di ciò che nel Coaching chiamiamo&nbsp;<strong>convinzioni limitanti</strong>. In questo articolo esploreremo a fondo cosa sono, perché sono così pericolose, come nascono, come agiscono sulla nostra identità e, soprattutto,&nbsp;<strong>come liberartene definitivamente</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sei pronta? Let’s goooo!</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Cosa sono le convinzioni limitanti</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong>Le <strong>convinzioni limitanti</strong> (note anche come <strong>credenze limitanti</strong>) sono pensieri profondamente radicati nella nostra mente che definiscono ciò che pensiamo di poter o non poter fare, essere o avere nella vita. Non sono verità oggettive, ma <strong>interpretazioni personali</strong> della realtà, spesso apprese durante l’infanzia o in seguito a esperienze dolorose.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono &#8220;limitanti&#8221; perché, letteralmente, <strong>limitano il nostro potenziale</strong>, bloccano l&#8217;accesso a opportunità, relazioni, successi e benessere. Insomma… sono quelle che mandano in frantumi i nostri sogni!</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p>Ti consiglio di leggere anche&nbsp;<a href="https://www.luanasvaizer.com/pnl-e-linguaggio-come-le-parole-che-usi-influenzano-la-tua-realta/" type="post" id="33725" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PNL e linguaggio: come le parole che usi influenzano la tua realtà</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.luanasvaizer.com/cos-e-la-pnl-e-a-cosa-serve/" type="post" id="34219" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come nasce e a cosa serve la PNL</a>, perché sono due strumenti fondamentali per comprendere come nascono queste credenze.</p></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Che cosa si intende per &#8220;limitanti&#8221;?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong>Il <strong>termine “limitanti” descrive l’effetto che queste credenze hanno sul nostro comportamento</strong> e sulle nostre scelte e quindi anche sui nostri risultati. Ci impediscono di trovare nuove soluzioni, ci <strong>mantengono bloccati in schemi ripetitivi e autosabotanti</strong>, e ci portano a vedere la realtà attraverso un filtro distorto e statico. Questo porta nelle nostre vite distorsione e frustrazione, specificatamente nell’ambito in cui invece vorremmo evolverci.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Credenze e identità: perché sono così pericolose</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong>Secondo il modello dei&nbsp;<strong>Livelli Logici di Dilts</strong>, la nostra identità è uno dei livelli più alti e profondi del cambiamento. Le&nbsp;<strong>credenze limitanti</strong>&nbsp;vivono proprio a questo livello: non sono solo pensieri, ma&nbsp;<strong>affermazioni su chi siamo che contribuiscono a creare la nostra stessa identità.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, pensare &#8220;non sono una persona tecnologica&#8221; non è solo una valutazione di una competenza, ma un&#8217;etichetta identitaria. Più una credenza si avvicina alla tua identità, più sarà difficile da cambiare e più influenzerà in profondità le tue azioni, emozioni e risultati.</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p>In questo senso può esserti utile approfondire&nbsp;<a href="https://www.luanasvaizer.com/cose-il-coaching-e-a-cosa-serve-una-guida-per-trasformare-la-tua-vita-e-carriera/" type="post" id="34287" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cos’è il Coaching e a cosa serve</a>.</p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione: le&nbsp;<strong>credenze sono fatti di cui noi ci sentiamo certi,</strong>&nbsp;questo è il motivo per cui&nbsp;<strong>servirebbe un buon Coach per aiutarti a farle affiorare</strong>&nbsp;(fase della consapevolezza), aiutarti a sostituirle con credenze più potenzianti, che ti sono favorevoli per il raggiungimento dell’obiettivo o della qualità di vita che desideri.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Credenze limitanti: esempi pratici</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong>Solo a scopo di condivisione, qui voglio elencarti alcune delle&nbsp;<strong>credenze limitanti</strong>&nbsp;più comuni che potresti riconoscere in te o in chi ti sta vicino:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>“Non sono abbastanza brava”</li>



<li>“Gli altri sono più intelligenti di me”</li>



<li>“Se mi espongo, rischio di essere giudicata”</li>



<li>“Meglio stare zitta piuttosto che dire qualcosa di stupido”</li>



<li>“Non sono portata per i numeri o per la tecnologia”</li>



<li>“Se ho successo, gli altri si allontaneranno”</li>
</ul>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p>Su questo tema ti consiglio anche l’articolo&nbsp;<a href="https://www.luanasvaizer.com/superare-la-paura-del-giudizio-degli-altri-liberati-e-sii-te-stessa/" type="post" id="34264" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Superare la paura del giudizio degli altri: liberati e sii te stessa</a>.</p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Queste frasi si annidano nei pensieri quotidiani e diventano autoprofetiche: ci comportiamo come se fossero vere, confermandole.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Una credenza limitante è per sempre?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong>C’è chi dice: <em>&#8216;Io sono così e non cambierò mai&#8217;.</em> Ma come ormai avrai capito, anche questa è una credenza depotenziante. Studi scientifici, infatti, dimostrano che la neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di creare nuove connessioni e modificarsi nel tempo, rimane attiva per tutta la vita. Anche con l’età che avanza, questi dati confermano che è possibile apprendere, cambiare abitudini e trasformare profondamente il proprio modo di pensare e agire. La verità è che il cambiamento non solo è possibile, ma è biologicamente previsto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, alla domanda: <strong>una credenza limitante è per sempre? </strong>La risposta è assolutamente no. Le <strong>credenze limitanti</strong> si possono cambiare, a patto che tu sia disposta a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>metterle in discussione;</li>



<li>sostituirle con nuove convinzioni potenzianti;</li>



<li>allenare ogni giorno il nuovo dialogo interiore, fino a tracciare un forte solco neuronale.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Strategie per debellare una credenza limitante</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ti posso dire che esistono dei passaggi specifici per debellare una credenza limitante. Ti consiglio di seguirli, partendo da una prima credenza limitante che oggi puoi osservare in te. Ecco i passaggi:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Riconosci la credenza</strong>: scrivila. È il primo passo per portarla alla luce.</li>



<li><strong>Chiediti da dove arriva</strong>: chi te l’ha trasmessa? Quale esperienza l&#8217;ha generata?</li>



<li><strong>Verifica se è oggettivamente vera</strong>: ci sono prove contrarie? Cioè, richiama alla mente un momento della tua vita in cui è successo esattamente il contrario della tua credenza limitante.</li>



<li><strong>Scegli una nuova credenza potenziante</strong>: che cosa vorresti credere al posto di quella convinzione? Che cosa ti sarebbe decisamente più utile credere?</li>



<li><strong>Allena il cambiamento</strong>: con affermazioni, visualizzazioni, esercizi di coaching o di PNL. In quest&#8217;ultimo caso io ti consiglio di seguire specificatamente un buon corso oppure fare&nbsp;<strong>uno dei miei percorsi di crescita personale</strong>&nbsp;dove vado sempre a lavorare sulle credenze.</li>
</ol>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p>Puoi approfondire con&nbsp;<a href="https://www.luanasvaizer.com/come-cambiare-prospettiva-quando-ti-senti-bloccata-con-la-pnl/" type="post" id="33715" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come cambiare prospettiva quando ti senti bloccata con la PNL e non solo</a>.</p></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>L’esercizio del &#8220;Trita-Credenze&#8221; (le 4 domande)</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta che hai individuato la tua credenza limitante ti consiglio di metterlo in quello che io chiamo il <strong>Trita-Credenze</strong>, facendoti queste quattro domande e rispondendo possibilmente su carta.</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Questa credenza è sempre vera?</li>



<li>Che cosa succede se continuo a crederci?</li>



<li>Che cosa succederebbe se non ci credessi più?</li>



<li>Qual è una convinzione nuova e potenziante che voglio coltivare da oggi?</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Cosa succede alla nostra neurologia quando cambiamo credenza</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong>Cambiare una credenza significa creare nuove connessioni neuronali. Il cervello è plastico, cioè in grado di modificarsi nel tempo: ogni nuovo pensiero, ogni nuova abitudine mentale ripetuta crea nuove strade nella tua mente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco perché il Coaching, la PNL e il lavoro con l’inconscio sono strumenti così potenti: lavorano direttamente con i meccanismi di apprendimento profondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Ma può essere duraturo? Come renderlo tale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong>La chiave è la&nbsp;<strong>ripetizione intenzionale</strong>. Per rendere il cambiamento duraturo occorrono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Pratica costante;</li>



<li>Ambiente di supporto:</li>



<li>Lavoro sulle tue emozioni:</li>



<li>Tecniche di riprogrammazione inconscia (come quelle che insegno nei miei corsi);</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Ogni credenza limitante che smonti è potere che ti riprendi</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong>Ogni volta che liberi una parte della tua mente da una convinzione che ti blocca, recuperi una porzione di potere personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più convinzioni limitanti riesci a trasformare, più potrai:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>esprimerti con libertà;</li>



<li>creare relazioni autentiche;</li>



<li>lanciarti in progetti ambiziosi;</li>



<li>dire finalmente: &#8220;Io valgo. Io posso. Io merito.&#8221;</li>
</ul>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p><strong>Ti consiglio anche l’articolo&nbsp;</strong><a href="https://www.luanasvaizer.com/come-aumentare-lautostima-e-superare-la-paura-di-proporsi/" type="post" id="33769" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Come aumentare l’autostima e superare la paura di proporsi</strong></a><strong>.</strong></p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se ti riconosci in queste dinamiche e vuoi lavorare sull’autostima, leggi anche il mio articolo <strong>&#8220;<a type="post" href="https://www.luanasvaizer.com/autostima-sul-lavoro-cosa-fare-quando-non-ti-senti-abbastanza/" id="33753">Autostima nel lavoro: cosa fare quando non ti senti abbastanza</a>&#8220;</strong>, dove racconto un episodio molto personale e ti do consigli pratici per non lasciare che le convinzioni limitanti ti frenino anche sul lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vuoi fare un lavoro profondo sulle tue credenze?<br></strong>Nel percorso&nbsp;<strong>Sblocca il tuo Potere Femminile</strong><a href="https://keap.page/bd361/percorso-sblocca-il-tuo-potere-femminile.html">&nbsp;</a>dedichiamo intere sessioni a questo tema. È lì che iniziano le vere trasformazioni. E tu, sei pronta a riscrivere la tua storia?</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p>Se non ci conosciamo,&nbsp;<strong>ciao, sono Luana Svaizer,&nbsp;<a href="https://www.luanasvaizer.com/" type="page" id="7" target="_blank" rel="noreferrer noopener">business coach per donne</a>.</strong><br>Da anni accompagno professioniste, imprenditrici e donne ambiziose a liberarsi dai blocchi interiori, riscoprire la propria autenticità e costruire un percorso di vita e di carriera che rispecchi davvero chi sono.</p></blockquote></figure>



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		<title>PNL e linguaggio: come le parole che usi influenzano la tua realtà</title>
		<link>https://www.luanasvaizer.com/pnl-e-linguaggio-come-le-parole-che-usi-influenzano-la-tua-realta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luana Svaizer]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 10:23:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione efficace]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.luanasvaizer.com/?p=33725</guid>

					<description><![CDATA[<p>PNL linguaggio: un binomio che può cambiare la tua vita.&#160;Le parole che scegli ogni giorno non sono solo suoni, ma veri e propri comandi che &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>PNL linguaggio: un binomio che può cambiare la tua vita.</strong>&nbsp;Le parole che scegli ogni giorno non sono solo suoni, ma veri e propri comandi che danno forma alla tua realtà.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Immagina questa scena: ti svegli al mattino, ti guardi allo specchio e, senza neanche pensarci troppo, ti dici:&nbsp;<em>“Oggi proprio non posso farcela!”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Piccola frase, apparentemente innocua. Eppure nel giro di pochi secondi il tuo corpo si irrigidisce, il respiro si accorcia, e la tua giornata fatica proprio ad ingranare bene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è magia. Non è suggestione. È scienza: le parole che usi&nbsp;<strong>plasmano la tua realtà</strong>.<br>Ed è esattamente ciò che&nbsp;<strong>la Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) studia del linguaggio&nbsp;</strong>e dimostra da decenni: il suo approccio neurolinguistico parte proprio dal legame tra mente, emozioni e parole.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>PNL e linguaggio: non descrivi la realtà, la crei</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli errori più comuni è pensare che il linguaggio serva solo a descrivere ciò che accade.<br><em>“È un disastro”.<br>“Non me ne va bene una”.<br>“Non sono portata per questa cosa”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) ci insegna che le parole non descrivono: creano. Ecco perché è utile soffermarsi sul significato che attribuiamo a ciò che diciamo: non è solo semantica, è vera e propria programmazione mentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni frase che pronunci è un comando al tuo sistema nervoso.<br>Stai letteralmente dando istruzioni al tuo cervello su come interpretare, sentire e agire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco perché si parla di&nbsp;<strong>linguaggio PNL</strong>: non è un insieme di formule magiche o di frasi positive “American Style”, bensì la consapevolezza che la qualità delle parole che scegli determina la qualità della tua esperienza.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Il cervello obbedisce alle parole</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le neuroscienze oggi confermano quello che la PNL affermava già negli anni ’70:<br>il cervello&nbsp;<strong>non distingue tra realtà e linguaggio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se dici:&nbsp;<em>“Non valgo abbastanza”</em>, il cervello non mette un asterisco mentale per avvisarti che è solo un modo di dire.<br>Lo prende come dato di realtà, attiva i circuiti della sfiducia, riduce la motivazione e plasma i tuoi comportamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se invece dici:&nbsp;<em>“Sto imparando a vedere il meglio in me stessa ogni giorno”</em>, il cervello si orienta verso un’altra rete neurale: quella della crescita e della possibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stesso contesto. Parole diverse. Risultato completamente opposto!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è un aspetto che la psicologia contemporanea conferma: il linguaggio non è neutro, ma orienta pensieri e comportamenti in modo profondo.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Parole che sabotano</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come se quanto detto fino ad ora non bastasse per portarti alla consapevolezza, aggiungo anche un altro concetto importante: la&nbsp;<strong>PNL ci mostra chiaramente che alcune parole hanno un effetto limitante immediato.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Sono quelle che<strong>&nbsp;ti rubano energia</strong>&nbsp;e ti bloccano in un loop depotenziante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco alcune tra le più pericolose:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>“Devo”</strong>&nbsp;→ evoca obbligo, resistenza, fatica.</li>



<li><strong>“Non posso”</strong> → segnala impotenza, toglie possibilità.</li>



<li><strong>“È difficile”</strong>&nbsp;→ alza muri mentali ancora prima di provare.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quando ti riscopri ad utilizzarle, ti invito a riformularle come segue:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>“Devo andare in palestra” → “<strong>Scelgo</strong> di andare in palestra”.</li>



<li>“Non posso permettermelo” → “<strong>Sto cercando il modo</strong>&nbsp;di permettermelo”.</li>



<li>“È difficile” → “<strong>È una sfida interessante</strong>”.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Senti la differenza? Il linguaggio della PNL funziona perché sposta il focus, cambia lo stato emotivo e apre nuove possibilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Le etichette: i virus mentali più potenti</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Forse ti ricordi una frase detta a scuola o in famiglia:<br><em>“Non sei portata per la matematica”.<br>“Non sei abbastanza brava con le persone”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quelle sono&nbsp;<strong>etichette linguistiche</strong>. Si&nbsp;<strong>installano come un virus nel tuo sistema operativo mentale</strong>&nbsp;e iniziano a girare con una voce di sottofondo pronta a non farti sentire mai abbastanza brava, mai abbastanza pronta o meritevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Il nostro vero problema? È che il cervello ama dare etichette, perché così risparmia tempo ed energie preziose.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se credi di non essere portata per qualcosa, cercherai inconsciamente prove che confermano quella credenza.<br><br>Ecco perché il massimo beneficio della PNL lo ottieni&nbsp;<strong>riprogrammando il linguaggio</strong>: cambiare le parole significa cambiare le credenze che governano i tuoi comportamenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Il linguaggio come codice: la metafora del software</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pensa ora al tuo cervello come ad un computer.</strong> Il linguaggio è il codice con cui puoi programmarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se scrivi “Errore”, il sistema si blocca e non trova soluzioni.<br>Se scrivi “Ok”, il sistema va avanti ed apre nuove funzioni.</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p>La cosa interessante della PNL è che, attraverso il linguaggio, ti guida a diventare programmatrice consapevole del tuo “software&#8221; mentale.</p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se ti chiedi qual è la definizione più semplice di PNL linguaggio, potremmo dire così: è l’arte di usare parole e simboli come istruzioni al tuo cervello, esattamente come un codice di programmazione.<br><strong><em><br></em></strong>Dovresti immaginarti che ogni frase che usi (o pensi) sia una riga di codice per il tuo software.<br><br>Ora la domanda è: vuoi che il tuo codice sia un virus o un acceleratore di risultati?</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Le domande che cambiano la vita</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli strumenti più potenti del linguaggio PNL è l’uso delle domande.<br>Quello che ancora pochi sanno è che il cervello ogni volta che poni una domanda, si attiva per trovare una risposta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se la risposta diventa quel codice con cui programmi la tua mente, allora intuirai da sola che la qualità della domanda che fai influenzerà la tua autostima e i tuoi risultati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti, se ti fai domande del tipo:</p>



<p class="wp-block-paragraph"> <strong><em>“Perché non riesco mai?”: </em></strong>il cervello cercherà una risposta a questa domanda andando a cercarla riportando alla mente tutte le volte che hai fallito. Insomma … ti porterà tutte le prove del tuo fallimento!<br><br> Se invece strutturi la tua domanda in questo diverso modo “<strong><em>Come posso riuscirci meglio?”</em></strong> : il cervello inizierà a scandagliare risorse, soluzioni, strategie che ti portano a migliorare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra l&#8217;altro, imparare a fare domande potenzianti è un&#8217;abilità che insegno all’Angels Master Training la <a href="https://www.luanasvaizer.com/scuola-di-coaching/" data-type="page" data-id="33468" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Scuola di Coaching </a>al Femminile .</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre al linguaggio, anche i gesti e le sensazioni possono programmare la tua mente. Scopri come funziona l’<a href="https://www.luanasvaizer.com/ancoraggio-in-pnl-come-programmare-la-tua-mente-per-il-successo/" type="post" id="34303" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ancoraggio in PNL</a>&nbsp;e come usarlo per ottenere più sicurezza ed energia.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>PNL linguaggio e relazioni: le parole che trasformano</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente le parole non influenzano solo te, ma anche chi ti sta intorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed ecco il secondo <strong>grande motivo per imparare il linguaggio della PNL.</strong><br><br>Dire ad un collega (a tuo figlio o al tuo team): “<em>Hai sbagliato tutto</em>” ovviamente innesca dall’altra parte difesa, chiusura e rabbia.<br>Dire: “<em>Possiamo rivedere insieme questa parte?”</em> attiva invece collaborazione e apertura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il linguaggio che usi serve anche per tessere buoni rapporti ed essere ascoltata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È la prova che il&nbsp;<strong>linguaggio della PNL</strong>&nbsp;non è un vezzo,&nbsp;<strong>ma un’abilità di leadership</strong>, comunicazione e persuasione.<br><br>Le parole giuste creano ambienti fertili. Quelle sbagliate avvelenano le relazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il linguaggio è solo uno degli strumenti della PNL. Se vuoi conoscere altre strategie concrete per sbloccare il tuo potenziale, leggi il mio articolo dedicato alle&nbsp;<a href="https://www.luanasvaizer.com/tecniche-della-pnl-sblocca-il-tuo-potenziale/" type="post" id="34271" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tecniche della PNL</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Esercizio pratico: il diario delle parole</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Vuoi sperimentare subito?<br>Ecco un esercizio semplice ma potentissimo:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Prendi un quaderno.</li>



<li>Per una settimana, scrivi le frasi che usi più spesso per descrivere te stessa e la tua realtà.</li>



<li>Identifica le parole che ti tolgono energia.</li>



<li>Riscrivile in versione potenziante, in ottica&nbsp;<strong>linguaggio della PNL</strong>.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Vedrai come cambieranno le tue emozioni e i tuoi risultati già in pochi giorni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il tuo linguaggio è il tuo destino</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La PNL ci ha insegnato che non siamo vittime del linguaggio, ma&nbsp;<strong>della programmazione consapevole, capace di sviluppare un software mentale potente.&nbsp;</strong>Le parole sono i comandi che devi padroneggiare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricorda:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Non sei quello che ti accade.</li>



<li>Sei quello che ti&nbsp;<strong>racconti</strong>&nbsp;di quello che ti accade.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il linguaggio che usi è quella che chiamano “profezia autorealizzante”.<br>E oggi puoi scegliere se continuare a usarlo in automatico, o imparare a usarlo come strumento di potere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vera libertà comincia quando impari a&nbsp;<strong>scegliere le parole che costruiscono la tua realtà</strong>.</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-text-align-center has-small-font-size"><blockquote><p>Se non mi conosci, piacere! Ciao, sono <strong>Luana Svaizer, <a href="https://www.luanasvaizer.com/?elementor_library=home" data-type="elementor_library" data-id="3154" target="_blank" rel="noreferrer noopener">business coach per donne</a></strong> . Aiuto professioniste e imprenditrici a riconoscere il proprio valore, liberarsi da schemi limitanti e costruire un business che rispecchi davvero chi sono.<br>Se vuoi scoprire come la PNL e il linguaggio possono diventare alleati nella tua crescita personale e professionale, ti invito a seguirmi: insieme possiamo trasformare le tue parole in strumenti di potere.</p></blockquote></figure>



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<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Autostima sul lavoro: cosa fare quando non ti senti abbastanza</title>
		<link>https://www.luanasvaizer.com/autostima-sul-lavoro-cosa-fare-quando-non-ti-senti-abbastanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luana Svaizer]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 10:09:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita personale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.luanasvaizer.com/?p=33753</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ci sono lavori che ti esaltano, che ti fanno crescere, che accendono il tuo potenziale. Ma ce ne sono altri che distruggono lentamente la tua autostima &#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.luanasvaizer.com/autostima-sul-lavoro-cosa-fare-quando-non-ti-senti-abbastanza/">Autostima sul lavoro: cosa fare quando non ti senti abbastanza</a> proviene da <a href="https://www.luanasvaizer.com">Luana Svaizer</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Ci sono lavori che ti esaltano, che ti fanno crescere, che accendono il tuo potenziale. Ma ce ne sono altri che distruggono lentamente la tua </em><strong><em>autostima sul lavoro</em></strong><em>.</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle mie esperienze lavorative potrei portarti tanti esempi. Ma oggi desidero raccontarti la storia di una mia esperienza lavorativa che ha messo davvero alla prova la&nbsp;<strong>mia autostima lavorativa.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>La storia che mi ha (quasi) spezzata.</strong>&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lavoravo come amministrativa in un’azienda di videosorveglianza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La titolare era una donna.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una donna che, col senno di poi, potrei definire<a type="post" href="https://www.luanasvaizer.com/come-riconoscere-una-persona-tossica-e-manipolatrice/" id="33778" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> persona tossica</a>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi sminuiva in continuazione. Non mi ha dato nessun supporto, neppure il primo giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pretendeva che&nbsp;<strong>entrassi nella sua testa e anticipassi ogni suo bisogno.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi&nbsp;<strong>trattava</strong>&nbsp;come se fossi invisibile, come&nbsp;<strong>se sbagliassi sempre.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi umiliava con frasi come: <em>“Non sei nemmeno capace di trovare un fascicolo in archivio”</em>, quando avevano traslocato da poco e mancavano faldoni dall’archivio. Oppure:<em> “Non vali proprio nulla, sei una gran delusione!”</em>, quando non capivo come fare le registrazioni contabili di un software che non avevo mai visto prima, di cui mancavano le istruzioni e che nessuno mi spiegava (linguaggio AS400, non i meravigliosi e intuitivi software che ci sono adesso!).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mobbing</strong>? Oggi ti direi di sì, senza esitazione. Ma all’epoca…</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>All’epoca credevo fosse colpa mia. Mi colpevolizzavo per tutto.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi dicevo che dovevo essere più sveglia, e che avrei dovuto arrivarci da sola e in fretta, ma l’unica cosa che ottenevo era questa:&nbsp;<strong>la mia autostima sul lavoro veniva, giorno dopo giorno, completamente annientata.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricordo ancora con il magone le mattine in cui imboccavo la superstrada da Udine verso la zona industriale del paese a fianco per recarmi al lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Piangevo. Piangevo per tutti quei 7 chilometri</strong>. Mi sembrava di essere intrappolata in una vita sbagliata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Poi un giorno la svolta: sono stata licenziata.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quel licenziamento<strong>&nbsp;mi ha ferita profondamente, ma mi ha &#8220;salvata&#8221;.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E per fortuna è arrivato.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella fu la mia via d’uscita: un’opportunità nuova, in un ambiente di lavoro finalmente favorevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da lì&nbsp;<strong>è iniziata la mia crescita professionale</strong>, fino a diventare&nbsp;<strong>Direttore Amministrativo di un’azienda con 50 milioni di euro di fatturato.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Col tempo ho scoperto che non ero l’unica ad aver subito quel&nbsp;<strong>mobbing sul lavoro.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Altre persone avevano fatto la mia stessa fine. Nessuna amministrativa era mai riuscita a superare il periodo di prova.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, non vivrei più una situazione del genere allo stesso modo<strong>. Oggi so riconoscere la differenza tra insicurezza personale e ambiente tossico.</strong>&nbsp;E soprattutto, so cosa fare quando&nbsp;<strong>non mi sento abbastanza sul lavoro.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo articolo nasce per te e per tutte quelle persone che si sentono come mi sentivo io allora. Perché non si sentano sole e sappiano che c’è una via per uscirne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma facciamo un’importante distinzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Quando non ti senti abbastanza… ma il posto di lavoro è sano</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non sempre il problema è l’ambiente. A volte è un riflesso delle nostre insicurezze</strong>, delle ferite che ci portiamo dietro, dei&nbsp;<strong>modelli mentali con cui siamo cresciute</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ti trovi in questa situazione, ecco&nbsp;<strong>5 soluzioni concrete per migliorare la tua autostima sul lavoro</strong>, quando sai che l’ambiente non è tossico, ma sei tu a sentire di non valere abbastanza.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>1. &nbsp; Sforzati di lavorare sul tuo dialogo interiore</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo nemico è quella vocina interna (che io chiamo Nana Malefica) che ti dice:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Non sei all’altezza”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Farai una figuraccia”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Tutti sono meglio di te”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Comincia da lì. Allenati a riconoscere i pensieri sabotanti e a sostituirli con affermazioni più utili e potenzianti:</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Sto imparando ogni giorno”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Ho valore, anche quando sbaglio”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Ogni esperienza mi fa crescere”</em></p>



<h3 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>2. Prendi urgentemente consapevolezza dei tuoi punti di forza</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Fai una lista dei tuoi risultati, anche piccoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Hai risolto un problema?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sei stata paziente con un cliente difficile?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Hai imparato qualcosa di nuovo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Annotali. Tenere traccia dei tuoi successi ti aiuta a vedere il tuo valore, anche quando la mente cerca di sminuirlo.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>3. &nbsp; Chiedi feedback costruttivi</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il<a href="https://www.luanasvaizer.com/blog/come-dare-un-feedback-positivo-senza-cadere-nel-buonismo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;</a><strong><a href="https://www.luanasvaizer.com/come-dare-un-feedback-positivo-senza-cadere-nel-buonismo/" type="post" id="32932" target="_blank" rel="noreferrer noopener">feedback costruttivo</a></strong>&nbsp;&nbsp;può essere una bussola. Chiedi a colleghi e superiori: “Cosa sto facendo bene? Dove potrei migliorare?” Se il contesto è sano, riceverai indicazioni che ti faranno crescere.<br>E capirai che molte delle tue paure… erano solo nella tua testa.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>4. &nbsp; Circondati di persone che credono in te</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’autostima si&nbsp;<strong>costruisce anche attraverso lo sguardo degli altri</strong>. Trova persone che ti stimano, che vedono in te potenziale, e fatti ispirare dal loro modo di vederti.<br>Se frequenti solo chi ti critica o ti fa sentire inferiore, la tua autostima faticherà a crescere.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>5. &nbsp; Lavora con un Coach (o forma la tua mentalità da Coach)</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei cambiamenti più grandi nella mia vita è arrivato proprio con il&nbsp;<strong>Coaching</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando sono approdata nella nuova azienda ha capito che dovevo fare qualcosa per me stessa, migliorare la percezione che avevo di me stessa e avere degli strumenti utili per sviluppare la mia&nbsp;<strong><a href="https://www.luanasvaizer.com/leadership-femminile-come-affermarsi-con-naturalezza-e-potere/" type="post" id="34268" target="_blank" rel="noreferrer noopener">leadership&nbsp;</a></strong>e fare carriera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo ho iniziato un percorso di <a type="post" href="https://www.luanasvaizer.com/cose-il-coaching-e-a-cosa-serve-una-guida-per-trasformare-la-tua-vita-e-carriera/" id="34287" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching</a>, e da quel 2008 ho svoltato completamente la mia vita! </p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Quando non ti senti abbastanza… perché il posto di lavoro è tossico</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questa parte è dura, ma necessaria. Perché ci sono ambienti in cui&nbsp;<em><a href="https://www.luanasvaizer.com/come-farsi-rispettare-a-lavoro/" type="post" id="33972" target="_blank" rel="noreferrer noopener">farsi rispettare nel posto di lavoro&nbsp;</a></em>diventa impossibile e ti fanno ammalare dentro.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se ti trovi in uno di questi contesti, la verità è una sola:&nbsp;<strong>non è colpa tua!&nbsp;</strong>E non puoi risolvere qualcosa che non dipende da te.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono tre opzioni, e sono entrambe salvifiche. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>1. Cambia lavoro. Il prima possibile.</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non è una fuga. È una presa di posizione</strong>. Se sei in un ambiente dove vieni umiliata, ignorata, mobbizzata o costantemente svalutata, vattene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non aspettare il&nbsp;<strong><a href="https://www.luanasvaizer.com/sindrome-di-burnout-come-trasformarlo-in-unopportunita-di-crescita/" type="post" id="34255" target="_blank" rel="noreferrer noopener">burnout</a></strong>. Non aspettare di sentirti vuota. Non aspettare che la tua autostima venga calpestata ogni giorno un po’ di più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comincia a guardarti intorno. Aggiorna il Curriculum Vitae. Fai girare la voce che stai cercando un nuovo lavoro. Fai colloqui.<br>Anche solo avere un’alternativa accende una luce di speranza.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>2. Valuta un supporto legale</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se stai subendo mobbing, discriminazioni, pressioni psicologiche gravi, umiliazioni pubbliche, non tacere. Trovati un avvocato. Chiedi aiuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche solo informarti su ciò che puoi fare legalmente ti ridà potere.<br>E ti fa uscire dal ruolo di vittima.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>3. Riprenditi il tuo potere</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non lasciare che un capo, un collega, una cultura aziendale ti convincano di non valere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tua&nbsp;<strong>autostima nel lavoro è un pilastro fondamentale della tua felicità.</strong><br></p>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p><em>E non c’è nessun contratto, nessuno stipendio, nessun “posto fisso” che valga la tua salute mentale.</em></p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La verità è che sei abbastanza. Anche se hai ancora molto da imparare. Sei abbastanza, anche se hai commesso degli errori. Sei abbastanza, anche se nessuno te lo ha detto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se oggi non riesci a crederci da sola… credici perché io ci sono passata.<br>E ti assicuro che si può rinascere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decidi che da oggi non permetterai più a nessuno di farti dubitare del tuo valore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Autostima sul lavoro significa questo: scegliere ogni giorno di credere in te stessa. Anche quando nessun altro lo fa (ancora).&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p>Se non ci conosciamo ancora, mi presento: sono <strong>Luana Svaizer,<a type="page" href="https://www.luanasvaizer.com/" id="7" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> business coach per donne</a></strong>. Aiuto le professioniste come te a ritrovare fiducia, forza e direzione, anche (e soprattutto) nei momenti più difficili. Scopri come posso affiancarti nel tuo percorso.</p></blockquote></figure>



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		<title>Obiettivi personali: come definirli e mantenerli anche nei momenti difficili</title>
		<link>https://www.luanasvaizer.com/obiettivi-personali-come-definirli-e-mantenerli-anche-nei-momenti-difficili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luana Svaizer]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 10:05:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita personale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.luanasvaizer.com/?p=33756</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Chi non sa dove sta andando… finisce per andare ovunque.”Avere obiettivi personali chiari è fondamentale per non sentirsi alla deriva. Ti è mai capitato di attraversare una &#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.luanasvaizer.com/obiettivi-personali-come-definirli-e-mantenerli-anche-nei-momenti-difficili/">Obiettivi personali: come definirli e mantenerli anche nei momenti difficili</a> proviene da <a href="https://www.luanasvaizer.com">Luana Svaizer</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>“Chi non sa dove sta andando… finisce per andare ovunque.”</em></strong><br><em>Avere </em><strong><em>obiettivi personali</em></strong><em> chiari è fondamentale per non sentirsi alla deriva. Ti è mai capitato di attraversare una fase in cui tutto sembra confuso, anche quei traguardi che fino a qualche settimana prima ti sembravano chiari e raggiungibili? Succede a tutti.</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la verità è che&nbsp;<strong>avere obiettivi da raggiungere nella vita non è solo utile</strong>: è essenziale per restare centrati, per affrontare le difficoltà con senso e direzione, e per non mollare quando le emozioni negative ci colpiscono più forte.<br>In questo articolo parliamo proprio di questo! Let’s go!&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché è importante avere obiettivi da raggiungere nella vita?&nbsp;</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>mondo del <a href="https://www.luanasvaizer.com/cose-il-coaching-e-a-cosa-serve-una-guida-per-trasformare-la-tua-vita-e-carriera/" data-type="post" data-id="34287" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching </a></strong>darsi degli obiettivi è fondamentale, ed ecco perché gli obiettivi sono ciò che dà forma alla nostra identità e trasforma i desideri in azioni concrete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avere degli obiettivi personali ti permette di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>avere uno scopo che ti mantiene viva;</li>



<li>allineare ciò che sei con ciò che desideri diventare;</li>



<li>dare una direzione alla tua energia e al tuo tempo;</li>



<li>restare motivata anche quando le circostanze sono contro di te.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Avere una meta stimola il rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore legato alla motivazione.</strong><br>Ma soprattutto:&nbsp;<strong>gli obiettivi attivano un’identità futura</strong>. E nel coaching, sappiamo bene quanto sia potente la strategia inconscia di una visione futura di sé ben costruita.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p><em>&#8220;Un obiettivo è una promessa che fai alla versione migliore di te.&#8221;</em></p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em><br></em><strong>Senza obiettivi, si naviga a vista. Con obiettivi, si costruisce il proprio futuro con coerenza e fiducia.</strong>&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Differenza tra sogni e obiettivi: perché non sono la stessa cosa</strong><strong>&nbsp;</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un sogno è un desiderio, una visione, una possibilità.</strong><br><strong>Un obiettivo personale, invece, è un impegno con te stessa.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sogno è ispirazione, è quella scintilla iniziale che accende l’immaginazione. È un&nbsp;<strong>desiderio che nasce dal cuore</strong>, spesso accompagnato da un pensiero che suona come:&nbsp;<em>“Mi piacerebbe…”.</em>&nbsp;Il sogno parla di emozioni future, di visioni ancora aperte, indefinite, tutte da esplorare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un obiettivo personale, invece, è l’evoluzione concreta di quel sogno. È quando smetti di sognare e inizi a muoverti. È azione, è strategia. È dire a te stessa:&nbsp;<em>“Mi impegno a…”,</em>&nbsp;<strong>trasformando l’ispirazione in una direzione precisa</strong>, in un traguardo misurabile e reale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>In altre parole, il sogno ti fa desiderare, l’obiettivo ti fa agire.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>E se i sogni sono fondamentali per iniziare<strong>, è solo quando li trasformi in obiettivi concreti che cominci davvero a generare movimento</strong>, trasformazione, cambiamento reale nella tua vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">P.S. e sì, la maggior parte dei tuoi sogni è raggiungibile se li spezzetti in obiettivi e ti dai il tempo per raggiungerli. </p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Come si definisce un obiettivo personale (in modo efficace)?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Definire un obiettivo personale non significa semplicemente “decidere cosa si vuole”.<br></strong>Serve struttura.<br>E anche in questo caso il coaching ci viene in aiuto, con uno strumento molto utile<strong>: il Metodo SMART.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Probabilmente ne hai già sentito parlare… ma qui te lo propongo in una chiave più emotiva e concreta:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>S – Specifico:</strong>&nbsp;l’obiettivo dev’essere chiaro, concreto, ben definito.<br>(Esempio: “Perdo 5 kg” è specifico. “Mi metto in forma” no.)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>M – Misurabile:</strong>&nbsp;deve essere possibile capire se e quanto stai progredendo.<br>Se non puoi misurarlo, non puoi sapere se ti stai avvicinando al traguardo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domande che puoi farti:&nbsp;<em>come faccio a capire se sto andando nella direzione giusta?</em>&nbsp;C’è un numero, una quantità, un segnale visibile che posso osservare?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esempio</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Leggo di più” → non è misurabile.<br>“Leggo 2 libri al mese” → sì, è chiaro e misurabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A – Ambizioso:</strong>&nbsp;ti emoziona? Ti attiva dentro? Ti fa brillare gli occhi?<br>Se non ti smuove, è difficile che ti motivi davvero.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>R – Realizzabile:</strong>&nbsp;è compatibile con le tue risorse, il tuo tempo, le tue energie?<br>Un buon obiettivo ti sfida, ma non ti schiaccia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>T – Temporale:&nbsp;</strong>entro quando lo vuoi realizzare?<br>Un obiettivo senza una data di scadenza è solo un desiderio vago.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma attenzione: un vero obiettivo personale non è solo SMART.<br>Per essere efficace,&nbsp;<strong>deve essere anche allineato ai tuoi valori più profondi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiediti:&nbsp;<em>“perché questo obiettivo è importante per me?”</em><br>Che cosa rappresenta davvero per la mia crescita, la mia identità, la mia vita?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo così un obiettivo resiste nel tempo, anche nei momenti difficili.<br>Perché? Perché non sarà più solo una meta… ma un pezzo di te che prende forma.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>I momenti difficili ci fanno perdere la rotta, perché?&nbsp;</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio oggi mentre sto scrivendo questo articolo, ho avuto un colloquio telefonico con una donna che sta facendo&nbsp;<strong>la mia Scuola di Coaching, l’Angels Master Training.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo, sta attraversando un momento personale delicato: la mamma è malata e deve occuparsi di lei quasi a tempo pieno e questo l’ha portata ad abbandonare completamente i suoi obiettivi personali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono passata anch’io, tuttavia&nbsp;<strong>va bene rallentare, ma mai mollare.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma per quale motivo, quando abbiamo dei momenti difficili, automaticamente quasi ci dimentichiamo dei nostri obiettivi?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I momenti difficili sono nemici dell’obiettivo per almeno 3 motivi:</strong></p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Attivano il cervello di sopravvivenza</strong>. In situazioni stressanti o dolorose, il cervello si concentra sulla gestione dell’emergenza. Il focus si restringe e tutto ciò che non è “subito, ora, necessario” viene messo in pausa.</li>



<li><strong>Cambiano le emozioni dominanti</strong>. La paura, la frustrazione, la delusione offuscano la motivazione. Si innescano meccanismi di autosabotaggio, procrastinazione, fuga. Il tuo obiettivo inizia a sembrarti inutile, troppo lontano, non alla tua portata.</li>



<li><strong>Crollano le abitudini sane</strong>. Nei momenti difficili, le routine che ti sostenevano vengono meno. E senza abitudini, anche gli obiettivi più belli diventano “teoria”.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Come&nbsp;</strong><strong>mantenere gli obiettivi anche nei momenti difficili?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Avere un obiettivo chiaro è importante, ma saperlo mantenere vivo, anche quando tutto sembra remare contro, è ciò che fa la vera differenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ci sono momenti in cui la motivazione cala, le giornate si fanno pesanti e le energie sembrano prosciugate.&nbsp;</strong>È proprio lì che si gioca la partita. È lì che entrano in campo alcune strategie che, nel mio lavoro di Coach, ho visto funzionare centinaia di volte.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco quelle che considero davvero fondamentali:&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>1. &nbsp; Prenditi la responsabilità della tua felicità.&nbsp;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non aspettarti che qualcuno venga a salvarti. Se non sei tu a occuparti di ciò che ti rende felice, nessuno lo farà al posto tuo. L’obiettivo che hai scelto è il tuo, e merita la tua cura.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>2. &nbsp; Semplifica.</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong>Quando la vita si complica, torna all’essenziale. Riduci le distrazioni e gli impegni. Togli ciò che è superfluo. Riconnetterti con la semplicità e il tuo “perché” più profondo, ti aiuta a vedere con chiarezza e riprendere energia.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>3. &nbsp; Accetta di rallentare, ma non mollare.</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">A volte mantenere la rotta non significa andare veloce, ma restare orientata. Concediti il diritto di fare un passo alla volta, anche piccolo, ma nella direzione giusta.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>4. &nbsp; Circondati di persone che ti sostengano, non che ti compatiscano.</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Scegli con cura chi ti sta vicino: chi ti incoraggia, chi crede in te, chi sa ricordarti quanto vali. Le parole giuste dette nei momenti difficili possono cambiare tutto.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>5. &nbsp; Tieniti il tuo obiettivo davanti agli occhi.</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong>Una frase scritta sullo specchio, un’immagine evocativa sulla scrivania, un promemoria sul cellulare. Qualsiasi cosa che ti ricordi ogni giorno dove vuoi andare e perché è importante per te.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>6. &nbsp;&nbsp;</strong><strong>Avvicinati al coaching.</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non devi farcela da sola. Esistono strumenti, percorsi e professionisti che possono aiutarti a gestire le emozioni, riformulare i pensieri e ritrovare forza anche nei periodi più sfidanti. Il coaching non è una bacchetta magica, ma può diventare la tua bussola.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Un obiettivo personale è un atto di amore verso te stessa e il tuo futuro.&nbsp;</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Definire e mantenere degli obiettivi da raggiungere nella vita è un modo per onorare chi vuoi diventare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il punto non è se avrai momenti difficili. È cosa farai quando arriveranno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ricordalo bene:</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p><em>“I momenti difficili non cancellano i tuoi obiettivi. Ti mettono solo alla prova per vedere quanto ci credi davvero.”</em></p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Spero che questo articolo ti sia stato utile per definire (o ridefinire) i tuoi obiettivi personali.<br>Se vuoi approfondire come alimentare la motivazione con parole, emozioni e feedback costruttivi, ti consiglio di leggere questo articolo:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come&nbsp;<strong><a href="https://www.luanasvaizer.com/come-dare-un-feedback-positivo-senza-cadere-nel-buonismo/" type="post" id="32932" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dare un feedback positivo</a></strong>&nbsp;(senza cadere nel buonismo), dove spiego come usare il linguaggio per rafforzare identità e determinazione, anche nei momenti di difficoltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se senti che è arrivato il momento di prenderti davvero cura dei tuoi obiettivi, con una guida al tuo fianco, sappi che non devi farcela da sola.</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p><br>Se non ci conosciamo, sono Luana Svaizer,&nbsp;<a href="https://www.luanasvaizer.com/" type="page" id="7" target="_blank" rel="noreferrer noopener">business coach per donne</a>, e da anni accompagno professioniste e imprenditrici a realizzare i propri obiettivi personali e professionali, anche quando tutto sembra più difficile del previsto.</p></blockquote></figure>



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			</item>
		<item>
		<title>Come dare un feedback positivo (senza cadere nel buonismo)</title>
		<link>https://www.luanasvaizer.com/come-dare-un-feedback-positivo-senza-cadere-nel-buonismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luana Svaizer]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 10:01:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione efficace]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.luanasvaizer.com/?p=32932</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dare un feedback positivo&#160;sembra una cosa semplice, ma quante volte ti è capitato di riceverne uno così generico da sembrare una frase di circostanza?&#160;O, al &#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.luanasvaizer.com/come-dare-un-feedback-positivo-senza-cadere-nel-buonismo/">Come dare un feedback positivo (senza cadere nel buonismo)</a> proviene da <a href="https://www.luanasvaizer.com">Luana Svaizer</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Dare un feedback positivo</em></strong><em>&nbsp;sembra una cosa semplice, ma quante volte ti è capitato di riceverne uno così generico da sembrare una frase di circostanza?&nbsp;O, al contrario, di voler esprimere un apprezzamento sincero… senza trovare le parole giuste?</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo del lavoro e nelle relazioni in generale, saper dare un feedback è un’arte che dovresti padroneggiare, perché è uno&nbsp;<strong><a href="https://www.luanasvaizer.com/le-caratteristiche-di-leadership-di-cui-le-donne-non-si-rendono-conto/" type="post" id="34290" target="_blank" rel="noreferrer noopener">strumento di leadership&nbsp;</a></strong>e come tale dovrebbe diventare la tua normalità.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente quando parliamo di dare feedback spesso ci viene alla mente quando dobbiamo <strong>esprimere un disappunto oppure un’opinione contrastante rispetto al comportamento di qualcuno.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo parliamo invece&nbsp;<strong>di dare un feedback positivo</strong>, perché qui l’arte diventa ancora più raffinata:&nbsp;<strong>farlo bene può ispirare, motivare e creare connessioni profonde</strong>. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma farlo male… può sembrare una “carezza di plastica”: finta e abominevole!&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mettiti comoda, ti porto dentro al mondo del feedback, tra neuroscienze, comunicazione relazionale e tanta pratica reale. </p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Feedback significato: cosa si intende davvero per feedback?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Iniziamo dal principio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Feedback significa “rimando”:</strong>&nbsp;è una risposta che si dà a un comportamento, a un’azione, a un risultato. Non è un giudizio, ma un&#8217;informazione che aiuta chi lo riceve a comprendere come viene percepito il proprio agire.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>In ambito lavorativo</strong>, dare feedback significa offrire un punto di vista che può aiutare una persona a crescere, migliorare, sentirsi vista.</li>



<li><strong>In ambito personale</strong>, è un atto di connessione profonda, perché ci permette di costruire relazioni fondate sulla sincerità e sulla cura reciproca.&nbsp;</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Dare un feedback positivo, dunque, non è un “premio” né un “contentino”.&nbsp;<strong>È un atto di attenzione consapevole.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Differenza tra feedback positivo e un complimento generico</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un complimento dice: “Brava, hai fatto bene.”<br></strong>Un feedback positivo dice<em>: “Quando hai fatto questo, è successo questo. E questo è il valore che ha avuto per me o per il progetto.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il feedback è specifico, contestualizzato, utile.</strong><br>Il complimento può essere anche vago, scollegato, persino un po’ automatico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Esempio:</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Complimento: “Sei davvero in gamba.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Feedback positivo: “Hai gestito quella riunione con molta chiarezza. Mi è piaciuto come hai sintetizzato i punti chiave: ha aiutato tutto il team a rimanere concentrato.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo ha impatto, lascia il segno, motiva. Il primo… si dimentica in fretta.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Come posso dare un feedback positivo senza sembrare falsa o buonista?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Te lo dico subito<strong>: il segreto è la sincerità unita alla concretezza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non devi esagerare, non devi fingere entusiasmo.<br></strong>Devi solo fare attenzione.<br>Notare, osservare, descrivere con precisione ciò che ha funzionato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi riceve il tuo feedback sentirà che sei presente</strong>, che&nbsp;<strong>non stai “sparando frasi fatte”</strong>&nbsp;per gentilezza o per non creare tensioni.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p>Un buon feedback positivo non è uno zuccherino somministrato per rendere felice chi lo riceve.<br><strong>È luce: illumina qualcosa che l’altro magari non sapeva nemmeno di avere dentro.</strong></p></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Strategie comunicative per dare feedback positivi</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà dare un feedback positivo senza necessariamente scadere nel buonismo, è davvero semplice se si seguono alcune regole basilari. &nbsp;</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Parti da “Cosa ho visto”? → Osservazione specifica</li>



<li>Segui con “Cosa ha generato”? → Effetto positivo o valore prodotto</li>



<li>Concludi con “Perché è importante”? → Connessione al contesto, al gruppo, al progetto&nbsp;</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Esempio completo di feedback &nbsp;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Quando hai fatto quell’intervento in riunione, hai saputo cogliere il punto critico della questione. Questo ha accelerato la decisione del team. Penso che la tua capacità di sintesi sarà fondamentale per progetti futuri.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un Feedback del genere è tanta “roba” per chi lo riceve: è concreto, è reale, è motivante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se hai voglia di cimentarti con queste strategie<strong>, te ne suggerisco anche un’altra, che uso spesso anche nel mio lavoro di Coach e formatrice</strong>, per dare feedback costruttivi e che mettono in uno stato potenziante i miei Coachee (o le mie meravigliose studentesse).&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Metodo SBI (Situation – Behavior – Impact)</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">È uno dei più efficaci nel business coaching ed è anche il mio preferito.<br>Descrivi:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>La situazione in cui è avvenuto il comportamento</li>



<li>Il comportamento osservato</li>



<li>L’impatto che ha generato</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Esempio:&nbsp;</strong><em>“Durante la call con il cliente (situazione), hai tenuto un tono molto calmo e rassicurante (comportamento). Questo ha creato un clima di fiducia che ha aiutato tutti a collaborare meglio (impatto).”</em>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro modo di dare feedback positivi che io adoro<strong>, è quello di portare l&#8217;interlocutore all’autoconsapevolezza.</strong> Come lo faccio? Semplicemente adottando il metodo SBI ma capovolgendolo sotto forma di domande.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ad esempio: </strong><em>“Hai notato anche tu durante la call con il cliente che grazie al fatto che hai avuto un tono rassicurante si è generato un clima di fiducia che ha fatto collaborare tutti al meglio?</em>&#8220;</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Dare feedback è utile solo quando c&#8217;è qualcosa che non va?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questo è il classico errore.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Molte persone danno feedback solo quando c’è un problema oppure qualcosa da rimproverare.&nbsp;</strong>E questo crea una&nbsp;<strong>cultura della “correzione”, non del riconoscimento.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A differenza di quanto molti pensano<strong>, non sono le critiche a migliorare la performance, ma la consapevolezza di cosa si è fatto bene.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché?<br>Perché il cervello ha bisogno di sapere cosa replicare e dove orientarsi.&nbsp;<strong>Il feedback positivo dà una direzione, non solo un avvertimento su cosa evitare.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dal punto di vista neurologico, un feedback positivo attiva il circuito della ricompensa, rilasciando dopamina, il neurotrasmettitore del piacere e della motivazione.</strong>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo aumenta l’apprendimento, il desiderio di migliorare e la motivazione a continuare il comportamento virtuoso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In sintesi: il cervello impara meglio quando si sente apprezzato, non giudicato.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza dimenticare il fatto che <strong>…. Chi dà feedback positivi strutturati in modo serio come ti ho insegnato a fare in questo articolo, viene percepito come un Leader a cui fare riferimento e da seguire.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti buoni motivi per iniziare fin da subito ad allenare il tuo occhio nell’osservare ciò che c’è di buono negli altri!</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Il feedback è uno strumento di leadership</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Saper dare un feedback positivo non ti rende solo una persona gentile.<br>Ti rende una guida.</strong><br>Una leader consapevole, che sa vedere, valorizzare e far crescere chi ha intorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricorda: il feedback positivo non è buonismo. È cura consapevole del prossimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quando è dato bene, trasforma profondamente le persone e la relazione che hai con loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Non mi ricordo cosa mi dissero… ma mi ricordo come mi fecero sentire.&#8221;<br></em>Questo è il potere di un feedback che tocca nel profondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se vuoi continuare ad allenare le tue abilità comunicative, ti consiglio anche di leggere questo articolo: Intelligenza emotiva: come usarla nel lavoro e nella vita di tutti i giorni, dove approfondiamo anche l’empatia, la consapevolezza e la gestione emotiva – tutte competenze fondamentali per dare feedback efficaci.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p>Se non ci conosciamo già, mi presento: sono <strong>Luana Svaizer</strong>, <em><a type="page" href="https://www.luanasvaizer.com/" id="7" target="_blank" rel="noreferrer noopener">business coach per donne</a></em> e formatrice. Da anni accompagno professioniste, imprenditrici e manager nel potenziare la propria <strong><a type="post" href="https://www.luanasvaizer.com/leadership-femminile-come-affermarsi-con-naturalezza-e-potere/" id="34268" target="_blank" rel="noreferrer noopener">leadership femminile</a></strong>, la comunicazione e il benessere personale.</p></blockquote></figure>



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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intelligenza emotiva: come usarla nel lavoro e nella vita di tutti i giorni</title>
		<link>https://www.luanasvaizer.com/intelligenza-emotiva-come-usarla-nel-lavoro-e-nella-vita-di-tutti-i-giorni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luana Svaizer]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 09:58:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione efficace]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.luanasvaizer.com/?p=33759</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cosa significa davvero intelligenza emotiva?&#160;L’intelligenza emotiva è la capacità di riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni, ma anche di percepire, accettare e influenzare quelle &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Cosa significa davvero intelligenza emotiva?&nbsp;</em></strong><em>L’intelligenza emotiva è la capacità di riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni, ma anche di percepire, accettare e influenzare quelle degli altri.</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Quando parliamo di&nbsp;<strong>intelligenza emotiva</strong>, è importante chiarirne&nbsp;<strong>significato e definizione</strong>. Si tratta della capacità di riconoscere, comprendere, gestire ed esprimere le emozioni in modo consapevole. Non è solo una dote innata, ma una competenza che si può allenare e che influisce profondamente sulle nostre relazioni, sul lavoro e sul benessere personale.<br><br>Non si tratta solo di saper trattenersi dall’arrabbiarsi davanti ad un collega che vuole metterci in cattiva luce o quando suonano il clacson mentre siamo in fila ad un semaforo. Si tratta invece di&nbsp;<strong>usare le emozioni come bussola utile nella vita quotidiana e nel lavoro.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi ha sdoganato il concetto di “Intelligenza Emotiva” è stato il giornalista scientifico&nbsp;<strong>Daniel Goleman,</strong>&nbsp;che ha reso famoso questo concetto con il&nbsp;<strong>bestseller Emotional Intelligence (1995</strong>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo lui, le componenti principali che creano questo tipo d’intelligenza sono:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>La consapevolezza delle proprie emozioni.</li>



<li>La capacità di gestirle.</li>



<li>Essere capaci di usare le emozioni per agire.</li>



<li>Percepire le emozioni altrui.</li>



<li>Gestire le relazioni in modo efficace.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché l’intelligenza emotiva è così importante</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi sono moltissime&nbsp;<strong>le evidenze scientifiche&nbsp;</strong>che dimostrano che chi sviluppa l&#8217;intelligenza emotiva nel contesto lavorativo è più&nbsp;<strong>capace di lavorare in team, gestire tensioni, guidare gruppi, comunicare efficacemente</strong>&nbsp;e mantenere alta la collaborazione e produttività.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In poche parole, chi ha intelligenza emotiva ha la leadership.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per tale motivo <strong>le aziende valutano i propri candidati anche</strong> (e a volte soprattutto) con un <strong>occhio di riguardo per queste capacità</strong> che, ci tengo a sottolinearlo, sono apprese (nel senso che le puoi imparare).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non solo: anche nella&nbsp;<strong>vita privata è utile sviluppare l’intelligenza emotiva</strong>, perché ci permette di costruire relazioni sane,&nbsp;<a href="https://www.luanasvaizer.com/come-riconoscere-una-persona-tossica-e-manipolatrice/" type="post" id="33778" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riconoscere una persona tossica</a>&nbsp;e proteggerci da dinamiche che ci bloccano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi ignora le proprie emozioni corre il rischio di reagire impulsivamente e generare conflitti, di ignorare segnali importanti (come la frustrazione o lo stress), o di ritrovarsi in situazioni dove è difficile <a type="post" href="https://www.luanasvaizer.com/come-farsi-rispettare-a-lavoro/" id="33972" target="_blank" rel="noreferrer noopener">farsi rispettare sul lavoro</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al contrario,&nbsp;<strong>prendersi cura della propria intelligenza emotiva</strong>&nbsp;significa avere la chiave per navigare con equilibrio ed efficacia in ogni ambito della vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Reprimere le emozioni vs. Intelligenza emotiva: qual è la differenza?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune persone, quando parlo di questo argomento, mi dicono: <em>“Ma Luana, le emozioni vanno lasciate andare, vanno vissute intensamente. Non si possono reprimere!”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente qui spesso c&#8217;è un fraintendimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quando reprimi un’emozione, la blocchi</strong>. Fingi di non sentirla, la “spingi sotto al tappeto”. Ma non sparisce: rimane nel corpo, nel sistema nervoso, e spesso si manifesta in altri modi (stress, tensioni muscolari, scatti d’ira, malesseri fisici o emotivi).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Esempio: “Non devo arrabbiarmi, non si fa.”</strong><br>Ma poi magari ti viene mal di stomaco, o esplodi per una sciocchezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si parla di intelligenza emotiva, invece, si tratta di riconoscere, regolare ed esprimere con consapevolezza ciò che proviamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza emotiva non ti chiede di essere “zen” sempre.<br>Ti chiede di essere presente a te stessa, anche quando le emozioni sono forti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potrei usare una metafora:</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p><strong><em>Reprimere è mettere il coperchio su una pentola a pressione.<br>Intelligenza emotiva è aprirla, capire cosa bolle dentro… e regolare il fuoco.</em></strong></p></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>3 esempi di intelligenza emotiva nella vita privata</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Qui di seguito voglio metterti alcuni esempi di vita reale di tutti i giorni che potresti vivere anche tu, per imparare a usare la tua intelligenza emotiva.</strong></p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Gestire un litigio con il partner senza “esplodere”: invece di rispondere d’impulso o attaccare, prendi un momento per riconoscere la tua emozione (“Non mi sento ascoltata”), la esprimi con calma e chiedi ascolto attivo. Puoi dire, ad esempio:&nbsp;<em>“Non voglio discutere, ma vorrei che ci ascoltassimo davvero. Possiamo parlarne con calma?”&nbsp;</em>Questo è un primo passo per&nbsp;<a href="https://www.luanasvaizer.com/impara-a-dire-no-strategie-di-comunicazione-assertiva/" type="post" id="34284" target="_blank" rel="noreferrer noopener">imparare a dire no</a>&nbsp;senza sensi di colpa e con rispetto reciproco.</li>



<li>Non assorbire l’ansia degli altri, che si tratti di genitori, figli o amici. Se una persona cara ti chiama agitata, cerca di non lasciarti travolgere: ascoltala, resta presente e, invece di voler risolvere subito ogni problema, falle una domanda potente: <em>“Cosa ti aiuterebbe a sentirti meglio in questo momento?”</em></li>



<li>Accettare di avere una giornata “no” senza sentirti sbagliata: ti svegli giù di tono, ma invece di forzarti o giudicarti (“<em>Non devo sentirmi così”</em>), riconosci l’emozione, le dai spazio (“O<em>ggi ho bisogno di rallentare”</em>) e ti prendi cura di te stessa con gentilezza. Questo è self-leadership emotiva.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Intelligenza emotiva nel lavoro: 3 esempi da cui prendere ispirazione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso modo in cui ci aiuta nella vita privata<strong>, l’intelligenza emotiva è una bussola fondamentale anche sul lavoro</strong>, perché ti permette di esprimere al meglio le tue&nbsp;<a href="https://www.luanasvaizer.com/le-caratteristiche-di-leadership-di-cui-le-donne-non-si-rendono-conto/" type="post" id="34290" target="_blank" rel="noreferrer noopener">caratteristiche di leadership</a>, guidando con empatia e presenza.<br>Non si tratta di “mettere da parte le emozioni”, ma di imparare ad ascoltarle e integrarle, facendo della&nbsp;<strong>psicologia emotiva</strong>&nbsp;una vera alleata nella nostra quotidianità professionale.&nbsp;</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Gestire un confronto difficile nel team:</strong>&nbsp;una collega sbaglia o ti delude. Invece di scaricare la frustrazione, regoli l’emozione, scegli il momento giusto e dici: “<em>C’è qualcosa che vorrei condividere perché tengo al nostro rapporto di lavoro. Ti va di ascoltarmi?”</em></li>



<li><strong>Guidare un team mantenendo alta la motivazione:</strong>&nbsp;un leader emotivamente intelligente non usa solo dati e task, ma osserva i segnali emotivi del gruppo, riconosce i progressi, fa sentire ogni persona valorizzata. Esempio: “<em>So che non è stato un mese facile, ma vi ringrazio per l’impegno. Ognuna di voi ha fatto qualcosa di importante.”</em></li>



<li><strong>Affrontare un feedback negativo con apertura:</strong>&nbsp;dopo una riunione, il tuo capo o cliente ti dà un feedback duro. Invece di chiuderti o giustificarti, ascolti davvero, separi il contenuto dalla forma e rispondi:&nbsp;<em>“Ti ringrazio per avermelo detto. Voglio rifletterci su e migliorare: se ti va, possiamo parlarne domani con più calma.”</em></li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come si sviluppa l’intelligenza emotiva</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se vuoi imparare a sviluppare l&#8217;intelligenza emotiva, questa è una scaletta per avvicinarti a questo mondo.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Punto 1:</strong>&nbsp;Mira all’Auto‑consapevolezza
<ul class="wp-block-list">
<li>Tieni un diario delle emozioni: “oggi mi sono sentita frustrata perché…”</li>



<li>Metti a fuoco come questa emozione ha impattato sul tuo corpo: spesso emozioni e tensioni fisiche viaggiano insieme.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Punto 2:</strong> Autoregolazione<br>Quando senti una scarica emotiva, fermati e respira profondamente in quella parte del corpo in cui essa si genera. Questo ti aiuta a interrompere lo “scatto” emotivo e a riprendere tu il controllo..</li>



<li><strong>Punto 3:</strong>&nbsp;Mira all’empatia
<ul class="wp-block-list">
<li>Esercita l’ascolto attivo nei confronti degli altri: non solo parole, ma anche tono di voce, postura, bisogni non espressi.</li>



<li>Introduci l'&#8221;ascolto emotivo&#8221;: chiediti: ‘Come si sente realmente?’. Ti aiuterà a capire davvero la persona.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Punto 4:</strong>&nbsp;Mira alla leadership
<ul class="wp-block-list">
<li>Allenati nel saper gestire conversazioni difficili con rispetto e sicurezza.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Usa l’intelligenza emotiva per restare centrata sui tuoi obiettivi, anche in situazioni cariche di emozione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’intelligenza emotiva è l’ingrediente principale della Leadership</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza emotiva non è una moda passeggera.<br>È una competenza concreta, potente e quotidiana.</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p><em>È quella forza silenziosa che ti permette di non farti trascinare dagli eventi, ma di rispondere con lucidità, con presenza, con empatia.</em></p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">È la capacità di rimanere te stessa, anche quando il mondo fuori urla.<br>È sapere che non sei le tue emozioni, ma che puoi usarle come alleate per capire meglio te, gli altri e agire in modo più efficace.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nessuno nasce “emotivamente intelligente”.</strong><br>Si impara e si allena, un passo alla volta. Una conversazione alla volta. Una consapevolezza alla volta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel lavoro, questa intelligenza ti renderà più autorevole, più ascoltata, più capace di guidare e ispirare — soprattutto se stai imparando a&nbsp;<a href="https://www.luanasvaizer.com/superare-la-paura-del-giudizio-degli-altri-liberati-e-sii-te-stessa/" type="post" id="34264" target="_blank" rel="noreferrer noopener">superare la paura del giudizio</a>&nbsp;e mostrarti per quella che sei davvero.<br><br>Nella vita, ti permetterà di costruire relazioni più vere e profonde, di proteggere il tuo benessere&nbsp;<strong>emozionale</strong>&nbsp;e di vivere con più pienezza.</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p><strong>Ciao, se non mi conosci sono Luana Svaizer</strong>.<br>Sono una <strong><a href="http://www.luanasvaizer.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">business coach</a></strong> e aiuto le donne a riscoprire la propria forza interiore e a <a type="post" href="https://www.luanasvaizer.com/come-aumentare-lautostima-e-superare-la-paura-di-proporsi/" id="33769" target="_blank" rel="noreferrer noopener">superare la paura di proporsi</a>, costruendo un business autentico che le rappresenti davvero. E se senti che è il momento di crescere senza snaturarti, allora sei nel posto giusto.</p></blockquote></figure>



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			</item>
		<item>
		<title>Come preparare una presentazione efficace: i passi per non andare in panico</title>
		<link>https://www.luanasvaizer.com/come-preparare-una-presentazione-efficace-i-passi-per-non-andare-in-panico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luana Svaizer]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 09:45:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione efficace]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.luanasvaizer.com/?p=33762</guid>

					<description><![CDATA[<p>La&#160;mia prima presentazione efficace&#160;… non lo è stata per niente! Lo ricordo ancora come se fosse ieri. Avevo preparato ogni singola slide in PowerPoint con cura &#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.luanasvaizer.com/come-preparare-una-presentazione-efficace-i-passi-per-non-andare-in-panico/">Come preparare una presentazione efficace: i passi per non andare in panico</a> proviene da <a href="https://www.luanasvaizer.com">Luana Svaizer</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>La&nbsp;<strong>mia prima presentazione efficace</strong>&nbsp;… non lo è stata per niente! Lo ricordo ancora come se fosse ieri.</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Avevo <strong>preparato ogni singola slide in PowerPoint con cura maniacale</strong>, sapevo a <strong>memoria ogni punto del mio discorso.</strong> Ero pronta per condividere mesi di <strong>raccolta dati, rielaborazioni e grafici.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, appena mi sono alzata con il puntatore delle slide tra le mani e ho visto quella sala riunione piena di occhi puntati su di me, <strong>qualcosa dentro si è bloccato.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Eravamo alla più importante riunione annuale di fine anno con tutti i soci, i manager e le persone che avevano un ruolo decisionale in azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io ero tra loro, con il mio ruolo di Direttore finanziario e del Controllo di gestione, per cui ero la Donna dei numeri che contavano davvero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Presidente si aspettava molto da me, e sapevo che avrei avuto una fila di persone, come i commerciali, che avrebbero fatto di tutto per trovare una falla nella mia raccolta dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pressione che sentivo addosso era tanta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Iniziai a parlare, con la voce tremante, le mani che sudavano e il cervello… completamente in tilt.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ero il bocconcino tenero e succoso che quegli squali speravano di avere in quel giorno così importante per i loro rinnovi di contratto. Una&nbsp;<strong>situazione che molte donne conoscono bene</strong>:&nbsp;<a href="https://www.luanasvaizer.com/come-farsi-rispettare-a-lavoro/" type="post" id="33972" target="_blank" rel="noreferrer noopener">farsi rispettare a lavoro</a>&nbsp;non è sempre semplice, soprattutto in contesti carichi di tensione e aspettative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per me fu un vero disastro. Mi salvai solo perché intervenne il Presidente in mia difesa, dicendo che i numeri erano quelli che stavo presentando io, e non si discutevano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma quel giorno imparai una delle lezioni più importanti della mia vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Imparai che sapere come creare una presentazione ricca e accurata non basta.<br>Fare una presentazione efficace significa anche imparare a gestire lo stato emotivo, il dialogo interno e il contatto empatico con chi hai di fronte. Anche quando hai davanti qualcuno che percepisci come un nemico da cui difenderti.<br><br>Da allora sono passati decisamente tanti anni (quasi 20) e sulla strada verso la leadership e la crescita personale ho percorso ormai davvero centinaia di chilometri.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Perché andiamo in panico quando dobbiamo parlare in pubblico?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">In linea generale, i motivi principali sono tre:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Paura del giudizio – “E se sbaglio? E se mi attaccano? Cosa diranno di me?”</li>



<li>Paura di fallire – “E se la mia presentazione non è corretta o si rivela un fiasco totale?”</li>



<li>Paura di esporsi – “E se pensano che non sono abbastanza preparata? Che figura ci faccio?”</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista neuroscientifico, il nostro cervello interpreta una&nbsp;<strong>“platea di persone”</strong>&nbsp;come una&nbsp;<strong>“minaccia sociale”.</strong><br>Si attiva l’amigdala, il centro delle emozioni primitive, e rilasciamo cortisolo (l’ormone dello stress), bloccando l’accesso alla corteccia prefrontale — proprio la parte razionale che ci serve per comunicare con chiarezza e strategia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È quindi questo meccanismo che ci porta al terrificante risultato dei sensi in tilt, la memoria off, e… il blackout totale.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Fare una presentazione efficace è una questione di emozione, non solo di scaletta</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se pensi che per fare una presentazione ti basti una sequenza logica di slide… ti stai dimenticando la parte più importante:&nbsp;<strong>le persone.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E, a prescindere da chi hai davanti, che sia un gruppo di persone che non conosci o degli squali che ti girano attorno, tutti hanno una domanda in testa:<em> “Perché dovrei stare ad ascoltarla?”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">E proprio a questo punto vorrei sfoderare uno dei <strong>principi basilari del <a type="post" href="https://www.luanasvaizer.com/cose-il-coaching-e-a-cosa-serve-una-guida-per-trasformare-la-tua-vita-e-carriera/" id="34287" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching</a></strong>: non vinci con le informazioni, ma con la trasformazione. E puoi raggiungerla se ti alleni a:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Gestire il tuo stato interno</li>



<li>Creare una comunicazione carismatica.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Scaletta per prepararti ad una presentazione efficace e carismatica</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dal mondo del Coaching e della <strong>Programmazione Neuro Linguistica</strong> sono fortunatamente davvero tanti gli strumenti che potremmo utilizzare per gestire lo stato interno e attivare una comunicazione carismatica. Tuttavia, voglio darti una semplice scaletta che puoi usare facilmente.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>&nbsp;1. Attiva lo stato giusto</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">→ Visualizza il tuo successo durante la presentazione, con uno stato emotivo calmo e sicuro<br>→ Respira profondamente dal diaframma prima di iniziare.<br>→ Ricorda che sei lì per trasmettere le tue conoscenze, non per essere giudicata.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>2. Entra in empatia</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">→ Inizia con una storia vera (come ho fatto io in questo articolo), affinché il pubblico possa identificarsi.<br>→ Ricorda che il cervello reagisce subito a ciò che è emotivo, non solo logico.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>&nbsp;3. Porta trasformazione</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">→ Non leggere. Accompagna con la tua conoscenza: le cose le sai, le slide dovrebbero essere solo un supporto visivo per te.<br>→ Ogni slide deve rispondere a una domanda: “Come migliora la vita di chi mi ascolta?”</p>



<h3 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>&nbsp;4. Chiudi con impatto</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">→ Riassumi i punti chiave.<br>→ Chiudi con una frase motivazionale che metta il tuo pubblico in uno stato emotivo di fiducia in sé stesso.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Tu non sei lì per essere perfetta. Sei lì per trasmettere qualcosa che risuoni nelle persone.</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se vuoi sapere&nbsp;<strong>come fare una presentazione efficace, devi prima sapere perché vuoi farla davvero.</strong></p>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p><em>Non sei lì per dimostrare qualcosa.</em><br><em>Sei lì per condividere qualcosa.</em><br><strong>Ed è questo che fa la differenza: la tua presenza, non la perfezione.</strong></p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Chi impara ad accogliere le proprie emozioni, a raccontarsi in modo genuino e a costruire&nbsp;<strong>presentazioni efficaci che parlano al cuore…</strong><br>non solo non va in panico, ma diventa indimenticabile. Spesso basta riconoscere in sé stesse alcune&nbsp;<a href="https://www.luanasvaizer.com/le-caratteristiche-di-leadership-di-cui-le-donne-non-si-rendono-conto/" type="post" id="34290" target="_blank" rel="noreferrer noopener">caratteristiche di leadership</a>&nbsp;che troppe donne ancora sottovalutano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E se oggi ti tremano le gambe, sappi che è normale:</strong><br>è il segno che stai uscendo dalla tua zona di comfort…<br>e stai entrando nel tuo potenziale.</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p><strong>Se ancora non mi conosci, mi presento.</strong><br>Sono Luana Svaizer,&nbsp;<a href="https://www.luanasvaizer.com/" type="page" id="7" target="_blank" rel="noreferrer noopener">business coach per donne&nbsp;</a>che vogliono riscrivere le regole del proprio lavoro e vivere una vita professionale più libera, consapevole e piena di significato.<br>Dopo oltre 20 anni nel mondo aziendale come Direttrice Finanziaria, oggi accompagno imprenditrici, professioniste e donne in fase di transizione a riconoscere il proprio valore, superare blocchi e costruire un business che rispecchi davvero chi sono.<br>Credo in un successo che parte da dentro, e ogni mio percorso nasce per aiutarti a sentirti finalmente all’altezza della vita che desideri.</p></blockquote></figure>



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		<title>Marketing storytelling: come raccontarti in modo strategico per posizionarti e vendere</title>
		<link>https://www.luanasvaizer.com/marketing-storytelling-come-raccontarti-in-modo-strategico-per-posizionarti-e-vendere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luana Svaizer]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 09:41:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione efficace]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.luanasvaizer.com/?p=33765</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel mondo digitale di oggi, il&#160;marketing storytelling&#160;è diventato uno strumento imprescindibile per chi vuole emergere davvero e costruire relazioni autentiche con il proprio pubblico. Diciamoci &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo digitale di oggi, il&nbsp;<strong>marketing storytelling&nbsp;</strong>è diventato uno strumento imprescindibile per chi vuole emergere davvero e costruire relazioni autentiche con il proprio pubblico.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Diciamoci la verità: sul web ci sono veramente tantissime persone che promuovono e vendono i propri prodotti e servizi. Spesso mi viene chiesto ma c&#8217;è ancora spazio? Io credo di sì, ma di sicuro una cosa bisogna imparare a farla bene e si tratta dello&nbsp;<strong>Storytelling e il marketing.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi impara l’arte di&nbsp;<strong>raccontare una storia</strong>&nbsp;capace di coinvolgere ed emozionare vince!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, quindi, si parla molto di&nbsp;<strong>storytelling marketing, che</strong>&nbsp;non è solo “pubblicità”, ma molto di più:&nbsp;<strong>è costruire un’identità, un legame profondo con chi ascolta</strong>, chi compra, chi decide di credere in te. Un caso da prendere come esempio?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ovviamente lei: l’Estetista Cinica.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Estetista Cinica: quando lo storytelling marketing diventa un’arma potente</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se bazzichi i social, è quasi impossibile che non ti sia mai imbattuta in lei: <strong>l’Estetista Cinica.</strong> <strong>Cristina Fogazzi</strong> ha preso una verità scomoda – che nel mondo del beauty si raccontano un sacco di frottole – e l’ha trasformata in un impero. Ma non con tutorial patinati o promesse finte. Con <strong>una voce genuina, ironica, dissacrante</strong>, e con uno storytelling che ti entra sotto la pelle.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ha fatto qualcosa di apparentemente semplice ma geniale: ha detto le cose come stanno</strong>. Ha riso delle insicurezze comuni, ha parlato di cellulite e peli incarniti senza tabù, ha messo al centro le donne vere. Il suo marchio,&nbsp;<strong>VeraLab</strong>, oggi vale decine di milioni… ma il vero valore è un altro:&nbsp;<strong>la relazione che ha costruito.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi la segue&nbsp;<strong>non si sente solo una cliente: si sente parte di un gruppo,</strong>&nbsp;anzi, di una tribù – le “fagiane”, come ama chiamarle lei. E ogni prodotto, ogni post, ogni iniziativa è come un nuovo capitolo di una storia che condivide assieme alla sua community, creando un rapporto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non c’è un contenuto che non parli la sua lingua</strong>. Ogni riga ha un tono, un messaggio, una personalità precisa. E questo è il cuore dello&nbsp;<strong>storytelling nel marketing</strong>: non descrivere solo il “cosa” vendi, ma far vivere il “perché” lo fai.</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p><em>Cristina non ha solo venduto cosmetici: ha venduto una visione. E lo ha fatto raccontando storie.</em></p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è storytelling strategico. E quando funziona davvero, non si limita a farsi notare:&nbsp;<strong>ti fa appartenere</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Perché lo storytelling marketing funziona? La risposta è nel cervello</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando ascoltiamo una storia,&nbsp;<strong>il nostro cervello non si limita a “capire”</strong>: si&nbsp;<strong>attiva</strong>, si&nbsp;<strong>immerge</strong>,&nbsp;<strong>vive</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ti dico:&nbsp;<em>“Il nostro olio è realizzato con i migliori ingredienti”</em>, attivo solo la&nbsp;<strong>corteccia razionale</strong>&nbsp;(prefrontale), quella che analizza i dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma se ti dico:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Mia nonna lo usava ogni domenica, con le mani segnate dal tempo e la voce calma. Ogni goccia di quell’olio raccontava la nostra storia familiare.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">…allora accade qualcosa di potente.<br>Si attivano&nbsp;<strong>l’ippocampo</strong>&nbsp;(memoria),&nbsp;<strong>l’amigdala</strong>&nbsp;(emozioni),&nbsp;<strong>la corteccia sensoriale</strong>&nbsp;(profumo, gusto, tatto)…<br>In pratica,&nbsp;<strong>tutto il cervello entra in gioco</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo fenomeno si chiama&nbsp;<strong>neural coupling</strong>: quando ascoltiamo una storia ben costruita,&nbsp;<strong>il cervello di chi ascolta si sincronizza con quello di chi racconta</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è magia, è biologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In più, lo storytelling attiva il&nbsp;<strong>rilascio di ossitocina</strong>, l’ormone della connessione e dell’empatia.<br>E quando&nbsp;<strong>proviamo empatia, siamo più inclini a fidarci, ad affidarci, ad agire</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tradotto nel marketing:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Una scheda prodotto informa.</li>



<li>Una storia coinvolge.</li>



<li>E il coinvolgimento…&nbsp;<strong>vende.</strong></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Ma quindi… che cos’è davvero lo storytelling marketing?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Immagina di entrare in un negozio dove nessuno ti dice “Compra questo prodotto perché è il migliore”, ma ti raccontano&nbsp;<em>perché è nato</em>,&nbsp;<em>chi lo ha creato</em>,&nbsp;<em>che problema risolve</em>,&nbsp;<em>chi lo ha già provato</em>, e&nbsp;<em>che impatto ha avuto sulla loro vita</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco:&nbsp;<strong>lo storytelling marketing è proprio questo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È l’arte di vendere senza vendere.<br>È spostare il focus dal&nbsp;<em>prodotto</em>&nbsp;alla&nbsp;<em>narrazione</em>.<br>È creare una connessione emotiva prima ancora che commerciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello <strong>storytelling nel marketing</strong>, <strong>le persone non comprano solo ciò che offri</strong>, ma la storia che rappresenta, il significato che le attribuiscono, la visione a cui decidono di appartenere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>E non serve essere un grande brand per farlo.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Anzi, oggi più che mai,&nbsp;<strong>sono i piccoli business e i professionisti autentici a vincere</strong>, perché sanno raccontare la loro verità, il loro “perché”, i loro valori. Ed è proprio questo che attira i clienti giusti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Quando fai storytelling, non stai cercando di convincere.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">In fondo, lo&nbsp;<strong>storytelling&nbsp;</strong>è una delle&nbsp;<strong><a href="https://www.luanasvaizer.com/le-tecniche-di-vendita-che-fanno-la-differenza/" type="post" id="32936" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tecniche di vendita</a></strong>&nbsp;più efficaci proprio perché non punta a convincere, ma a creare relazione e fiducia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Stai facendo qualcosa di molto più potente:&nbsp;<strong>stai creando un legame</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un legame che dice:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Ehi, se anche tu ti sei sentita così… allora sei nel posto giusto.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">E quando arriva quel tipo di connessione,&nbsp;<strong>la vendita diventa una conseguenza naturale</strong>.<br>Non devi più inseguire i clienti:&nbsp;<strong>saranno loro a voler essere parte della tua storia.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>2 strategie di Storytelling vincenti</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ok, lo so che a questo punto ti starai chiedendo: «Sì, ma Luana, come applico lo storytelling marketing nel mio business?»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allora voglio darti due semplici (ma potentissime) tracce da utilizzare sempre!</p>



<h3 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>&nbsp;1. La storia del “prima – dopo”</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come funziona</strong>:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Racconti lo stato iniziale (problema, dolore).</li>



<li>Arriva il cambiamento (scoperta, soluzione).</li>



<li>Mostri il risultato (vita rinnovata, soddisfazione).</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Esempio</strong>: “<em>Prima non arrivavo a fine mese, ero stanca e demotivata. Anche se avevo un bel lavoro come manager non ero più felice. Poi ho scoperto il mondo del Coaching che mi ha aperto gli occhi su quante risorse avessi dentro di me che avevo soffocato e non sapevo neppure di avere. Non solo tutto questo ha cambiato la mia vita, ma oggi cambia anche la vita di tante altre meravigliose donne che come me desiderano raggiungere grandi risultati ma si sentono bloccate.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché funziona? Perché crea&nbsp;<strong>connessione emotiva</strong>, ci si immedesima e si vede una via d’uscita.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>&nbsp;2. La storia “dietro al brand”</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come funziona</strong>:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Racconta dei tuoi inizi lavorativi</li>



<li>Spiega perché hai creato il tuo brand/prodotto.</li>



<li>Dimostra che lo hai fatto per rispondere a un bisogno che le persone avevano e che tu ti sei preoccupata di loro.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Esempio</strong>:&nbsp;<em>“sono sempre stata una ragazza timida, mi consideravo una mediocre e non mi sentivo all’altezza anche nel mondo del lavoro. Questo è il motivo per il quale ho lavorato profondamente su me stessa con il Coaching. Mi sono appassionata di questa materia, perché mi sono resa conto che c&#8217;erano troppe donne completamente bloccate da poca autostima, poca sicurezza in sé stesse e avevano bisogno di una guida femminile che le capisse.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ho creato la Scuola di Coaching Angels Master Training, per tutte le Donne che vogliono fare un percorso di crescita personale e imparare ad utilizzare gli strumenti più potenti del mondo del <a type="post" href="https://www.luanasvaizer.com/cose-il-coaching-e-a-cosa-serve-una-guida-per-trasformare-la-tua-vita-e-carriera/" id="34287" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching </a>e della programmazione neuro linguistica da usare su sé stesse e sulle persone che amano</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Raccontare bene è vendere con l’anima</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lo so, all’inizio può sembrare solo un gioco di parole ben costruito, un vezzo creativo da lasciare ai grandi brand o agli influencer più smaliziati.<br>Ma lo&nbsp;<strong>storytelling marketing</strong>&nbsp;non è una moda.<br>È la risposta a un bisogno forte e potentissimo:&nbsp;<strong>sentirsi visti, capiti, riconosciuti</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Raccontare la tua storia in modo genuino e strategico non serve solo a “farti conoscere”, serve a&nbsp;<strong>posizionarti con chiarezza</strong>, a&nbsp;<strong>costruire fiducia prima ancora di vendere</strong>, e a&nbsp;<strong>creare connessioni che resistono al tempo, alla concorrenza e ai like</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni volta che scegli di raccontarti, stai seminando.<br>E non sempre raccoglierai subito.<br>Ma chi saprà riconoscersi nella tua storia… ti seguirà, ti sceglierà, parlerà di te.<br>Non perché sei perfetta, ma perché sei vera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se vuoi che le persone comprino ciò che offri,&nbsp;<strong>lascia che conoscano ciò che sei</strong>.<br>Se vuoi emergere in un mare di proposte tutte uguali,&nbsp;<strong>inizia a raccontare ciò che ti rende unica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché le storie, quelle vere, quelle sentite… <strong>non si dimenticano.<br>E quando toccano il cuore, aprono anche il portafoglio.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco perché oggi lo storytelling non è solo una tecnica di vendita, ma un tassello fondamentale nella costruzione del tuo&nbsp;<strong><a href="https://www.luanasvaizer.com/personal-brand-online-ce-ancora-spazio-consigli-per-chi-parte-adesso/" type="post" id="33781" target="_blank" rel="noreferrer noopener">personal brand online</a></strong>: è grazie alla tua storia che le persone iniziano a conoscerti, riconoscerti e sceglierti.</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p>Se non mi conosci, mi presento: sono&nbsp;<strong>Luana Svaizer</strong>,&nbsp;<a href="https://www.luanasvaizer.com/" type="page" id="7" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Business Coach per donne</a>&nbsp;e Trainer al femminile. Aiuto donne imprenditrici, libere professioniste e freelance a far crescere il proprio business in modo pratico, autentico e sostenibile.</p></blockquote></figure>



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		<title>Come aumentare l’autostima e superare la paura di proporsi (la storia della mia vita)</title>
		<link>https://www.luanasvaizer.com/come-aumentare-lautostima-e-superare-la-paura-di-proporsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luana Svaizer]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 09:38:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita personale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.luanasvaizer.com/?p=33769</guid>

					<description><![CDATA[<p>Aumentare l’autostima&#160;è stato un percorso lungo, profondo e trasformativo.In queste righe ti racconto com’è iniziato tutto, e perché oggi posso dirti che sì, è possibile &#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.luanasvaizer.com/come-aumentare-lautostima-e-superare-la-paura-di-proporsi/">Come aumentare l’autostima e superare la paura di proporsi (la storia della mia vita)</a> proviene da <a href="https://www.luanasvaizer.com">Luana Svaizer</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Aumentare l’autostima</em></strong><em>&nbsp;è stato un percorso lungo, profondo e trasformativo.</em><br><em>In queste righe ti racconto com’è iniziato tutto, e perché oggi posso dirti che sì, è possibile cambiare davvero.</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Se oggi mi vedi parlare con sicurezza davanti a una sala piena di persone, lanciare nuovi progetti, proporre le mie idee senza esitazione… ti assicuro che non è sempre stato così.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è stata una Luana molto diversa. Una&nbsp;<strong>Luana che si sentiva mediocre</strong>, invisibile, sempre “<strong>non abbastanza</strong>”. Una Luana che&nbsp;<strong>si accontentava di poco</strong>, che&nbsp;<strong>si vergognava del suo corpo cicciottello</strong>, che evitava di esporsi per paura di fare una figuraccia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;<br>E quella voce dentro… mamma mia,&nbsp;<strong>quella voce interna quanto mi ha ferita</strong>!<br>Sempre pronta a sminuirmi: “<em>Chi pensi di essere? Non sei all’altezza. Farai solo una brutta figura, meglio stare zitta.</em>”&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ebbene sì, <strong>avevo un&#8217;autostima bassa</strong>, anche se all’esterno cercavo di mascherarlo con il sorriso o con una battuta pronta.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dentro, però,&nbsp;<strong>c’era solo insicurezza e tanta paura di sbagliare e di esprimermi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Oggi quella Luana è diventata una&nbsp;<a href="https://www.luanasvaizer.com/" type="page" id="7" target="_blank" rel="noreferrer noopener">business coach per donne</a>, e accompagno ogni giorno professioniste e imprenditrici a ritrovare fiducia, voce e direzione.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Quando la paura diventa insopportabile</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">È stato un periodo&nbsp;<strong>duro quello delle medie, delle superiori e anche dell’università</strong>. Mi guardavo allo specchio e non mi riconoscevo. Non solo&nbsp;<strong>per i chili in più o per il conto in banca sempre al limite,</strong>&nbsp;ma per quella&nbsp;<strong>luce spenta negli occhi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il culmine è arrivato quando <strong>sono stata licenziata brutalmente da un lavoro a cui tenevo tanto, da una titolare psicopatica</strong> (ora me ne rendo conto, ma all’epoca credevo fosse una Donna in carriera e di successo) che mi ha urlato contro parole come “<em>Sei una fallita, non sei capace di fare nemmeno un caffè!</em>&#8221; </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lì ho&nbsp;<strong>raggiunto il livello più basso della mia autostima</strong>&nbsp;e ho capito che se non fossi intervenuta subito, mi sarei persa completamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quando si dice che&nbsp;<strong>&#8220;l’universo risponde&#8221;,</strong>&nbsp;nel mio caso è successo davvero. Perché proprio in quei giorni mi&nbsp;<strong>è arrivata la pubblicità di un corso di Leadership personale</strong>&nbsp;basato sul&nbsp;<strong>Coaching ontologico.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sapevo che cosa fosse e non avevo la minima idea che mi avrebbe cambiato la vita. Forse, per la prima volta in vita mia mi sono buttata, e quello che ho scoperto è stato incredibile!&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Lavorare sull’autostima significa prima di tutto capire da dove nascono i blocchi</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Stai pur tranquilla che tutto nasce da almeno una di queste tre fonti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>esperienze passate (rifiuti, critiche, fallimenti)</li>



<li>condizionamenti familiari o culturali (“non essere troppo”, “chi ti credi di essere?”)</li>



<li>convinzioni limitanti sul nostro valore</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ho capito che quasi sempre <strong>non è la realtà a bloccarci</strong>, ma <strong>una storia che ci raccontiamo nella nostra mente.</strong> E che la mente… mente! E questo ci dà il potere di intervenire, interrompendo questa situazione di vittime. </p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Come avere più autostima: parti dal cambiare il dialogo interiore</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La mente è come un palcoscenico. Più ascolti la voce critica, più quella prende il comando.<br>Ho iniziato a sostituire i pensieri sabotanti con affermazioni potenzianti:</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Non sono abbastanza</em>” → “<em>Sono in cammino e sto imparando ogni giorno</em>”</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Non ho nulla di interessante da dire</em>” → “<em>Le mie esperienze valgono e meritano ascolto</em>”</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Questo è il primo passo per&nbsp;<strong>acquisire autostima</strong>&nbsp;e cambiare il tuo atteggiamento mentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’inizio la sostituzione è meccanica, tuttavia con l’andare del tempo educherai la tua mente a&nbsp;<strong>pensieri più potenti allenando le tue “sinapsi</strong>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size"><strong>Come aumentare la propria autostima e superare la paura di proporti</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Credimi che, <strong>se qualche anno fa mi avessero mostrato una mia fotografia mentre parlavo dal palco avrei creduto che fosse un’immagine fake fatta con l’intelligenza artificiale</strong>. Oggi però è realtà, quindi sono l’esempio vivente che <strong>si può cambiare e migliorare</strong> (tant’è che ne ho fatto un vero e proprio lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se potessi darti dei consigli su come fare, oltre che&nbsp;<strong>consigliarti l’Angels Master Training</strong>&nbsp;oppure&nbsp;<strong>Sblocca il tuo Potere</strong>, focalizzati su questi punti:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Focus 1:</strong> pensa che ciò che hai da dire, anche se a te sembra banale ed insignificante, potrebbe dare nuove idee alle altre persone o aprire loro nuove possibilità.</li>



<li><strong>Focus 2</strong>: pensa che andrà tutto bene e che il tuo contributo è colore per questo mondo e per le vite degli altri.</li>



<li><strong>Focus 3:</strong> invece di mettere sempre te in discussione, metti in discussione chi potrebbe giudicarti, perché spesso sono proprio loro ad attaccarti, perché hanno poca autostima.</li>



<li><strong>Focus 4:</strong>&nbsp;impara a notare il tuo valore e a metterlo in risalto ogni singolo giorno!</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size">Scegli te stessa e inizia a brillare davvero</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non ti dirò che il cambiamento è stato facile.<br><strong>Non è bastato un corso, un mantra o un giorno di sole per ritrovare la forza.</strong><br><strong>È stato un viaggio</strong>. E in certi momenti, sembrava infinito.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-small-font-size"><blockquote><p><em>Però una cosa l’ho capita:&nbsp;</em><strong><em>nessuno viene a sceglierti, se prima non scegli te stessa.</em></strong></p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">All’inizio mi sembrava presuntuoso. Mi dicevo: “<em>Ma chi sei tu per proporti? Per parlare? Per insegnare?”<br></em>Poi, un giorno, mi sono detta:&nbsp;<strong>“<em>E chi sei tu per continuare a nasconderti?”</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché vedi,&nbsp;<strong>la vera svolta arriva quando smetti di aspettare l’approvazione e inizi a vivere come se fossi già abbastanza.<br></strong>Non perfetta. Non infallibile. Ma abbastanza.<br>Da lì, cambiano le posture, le parole, le scelte. Cambia tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io lo so che anche tu hai una parte di te che scalpita. Una voce piccola, nascosta, che ti sussurra:&nbsp;<em>“Io valgo. Io posso.”</em><br>Non soffocarla ancora. Dai spazio a quella voce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Basta quel primo “Eccomi” sussurrato… a te stessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da lì comincia tutto.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://www.luanasvaizer.com/come-aumentare-lautostima-e-superare-la-paura-di-proporsi/">Come aumentare l’autostima e superare la paura di proporsi (la storia della mia vita)</a> proviene da <a href="https://www.luanasvaizer.com">Luana Svaizer</a>.</p>
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